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Studia le nozioni relativi ai “Beni pubblici” ed esercitati sui quiz

Tra gli argomenti di diritto amministrativo maggiormente richiesti nell’ambito dei concorsi pubblici, vi sono i “beni pubblici“.

Dopo aver interrogato il nostro database (2.000.000 di quiz), abbiamo sintetizzato in questo wiki le nozioni, relative ai “beni pubblici”, che di regola sono oggetto di domanda nell’ambito delle prove concorsuali.

Terminata la lettura potrai esercitarti sull’argomento accedendo al Simulatore Quiz di Concorsando.it ed aggiungendo alla tua area di studio il percorso formativo “Dir. Amm. – Beni Pubblici“.

Ci sono più di 250 quiz relativi ai beni pubblici !

Potrai inoltre, iscrivendoti al  gruppo di studio di diritto amministrativo, confrontarti con altri candidati che come te stanno studiando la materia.

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#1. Nozione

Per beni pubblici si intendono quei beni che appartengono allo Stato o ad un altro ente pubblico (c.d. criterio soggettivo dell’appartenenza), destinati a soddisfare in modo diretto un pubblico interesse (c.d. criterio oggettivo o della destinazione).

I beni pubblici si distinguono in beni demaniali e beni patrimoniali. Tale distinzione si basa su un criterio puramente formale, e cioè sul fatto che la legge definisce il bene come demaniale o meno. Infatti:

  • l’art 822 c.c. elenca i beni che fanno parte del demanio pubblico;
  • l’art. 826 c.c. enumera le singole categorie di beni pubblici patrimoniali indisponibili.

Sul piano pratico le conseguenze di tale distinzione consistono nel diverso regime giuridico cui sono sottoposte le due categorie e nel fatto che i beni patrimoniali vengono inseriti nel conto patrimoniale dello Stato, a differenza dei beni demaniali, che ne sono esclusi.

Con riferimento ai beni pubblici si operano inoltre le seguenti classificazioni.

  • beni necessari: sono quei beni che per qualità intrinseche possono appartenere solo allo Stato o agli enti territoriali.
  • beni accidentali: sono quei beni che possono essere anche di proprietà privata ma che, se appartengono ad un ente territoriale entrano a far parte del demanio.
  • beni naturali: quei beni che esistono in natura, e tali sono tutti i beni del demanio necessario, escluso quello militare.
  • beni artificiali: per opera dell’uomo

#1.1. La distinzione con i beni di interesse pubblico

I beni di interesse pubblico costituiscono un’ampia categoria che comprende tanto beni appartenenti a soggetti privati quanto beni pubblici.

Sono ad esempio, beni privati di interesse pubblico:

  • le autostrade o le strade ferrate costruite e gestite da privati in regime di concessione;
  • le strade vicinali;
  • i beni di interesse archeologico appartenenti a privati etc.

Tali beni privati sono sottoposti a vincoli di destinazione che tendono a limitarne la libera disponibilità e salvaguardare l’utilità pubblica.

In conclusione dunque:

  • beni di interesse pubblico sono tutti i beni appartenenti a soggetti pubblici o privati che soddisfano direttamente e istituzionalmente un interesse pubblico;
  • beni pubblici, sono invece, sono quelli che appartengono allo Stato ad altri enti pubblici e, sono soggetti ad un particolare regime giuridico.

#2. I beni demaniali

#2.1. Caratteristiche fondamentali

I beni demaniali sono quei beni pubblici che, per natura o per espressa disposizione di legge, servono in modo diretto a soddisfare bisogni collettivi, onde vengono sottoposti a speciali vincoli.

In altri termini il tratto fondamentale della demanialità sotto il profilo economico, è l’idoneità del bene ad essere strumento immediato dell’attività dei singoli, cioè ad essere oggetto dell’uso pubblico.

In tal senso lo Stato possiede i beni demaniali a titolo pubblico (e non a titolo privato come avviene per i beni patrimoniali).

I beni demaniali presentano due caratteristiche fondamentali:

  • sono sempre beni immobili o universalità di mobili 1;
  • appartengono sempre allo Stato o ad un ente pubblico territoriale (nonché ai consorzi di tali enti).

Inoltre fanno parte del demanio pubblico (e sono assoggettati allo stesso regime giuridico), i diritti demaniali su beni altrui ossia quei diritti che spettano allo Stato o ad un ente territoriale su beni di proprietà di altri soggetti e sono costituiti per l’utilità di un bene demaniale2 o per il conseguimento di fini di pubblico3 interesse, corrispondenti a quelli a cui servono i demaniali.

#2.2. Regime giuridico dei beni demaniali

I beni che fanno parte del demanio pubblico:

  • sono inalienabili: ogni atto di trasferimento del bene demaniale (compravendita, donazione etc.) è nullo (art. 823 c.c.). Essi possono essere trasferiti dal demanio di un ente pubblico ad un altro ente pubblico. Possono essere alienati, occorre però prima che siano sdemanializzati, ovvero che venga meno la loro demanialità, mediante decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che destinerà il bene ad altro usò (art. 829 c.c.);
  • non possono formare oggetto di diritto a favore dei privati se non nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge4;
  • non sono acquistabili per usucapione da parte di nessuno;
  • sono insuscettibili di espropriazione forzata: infatti il Testo Unico delle espropriazioni all’art. 4 stabilisce che i beni del demanio pubblico non possono essere espropriati fino a quando non ne viene pronunciata la sdemanializzazione;
  • il diritto di proprietà “pubblica” dell’ente è imprescrittibile.

La demanialità del bene si estende anche alle sue pertinenze, cioè alle cose destinate durevolmente a ornamento o servizio del bene (es. case cantoniere lungo le strade statali) e alle servitù costituite a favore del bene demaniale (servitù di via alzaia, di stillicidio, etc.).

Non hanno invece carattere demaniale le accessioni e i frutti a meno che, prima del distacco, non sia possibile qualificarle “pertinenze”.

#2.3. Demanio necessario e accidentale

In materia di demanio si opera la distinzione tra demanio necessario e demanio accidentale.

#2.3.1. Demanio necessario
#2.3.1.1. Nozione

Appartengono al demanio necessario quei beni che per la loro naturale attitudine a soddisfare interessi pubblici non possono che essere di proprietà dello Stato o di enti pubblici territoriali.

In particolare appartengono al demanio necessario i beni del:

  1. demanio marittimo;
  2. demanio idrico;
  3. demanio militare.
#2.3.1.2. Demanio marittimo

Fanno parte del demanio marittimo:

  1. il lido del mare, ossia la zona della riva a contatto diretto con le acque estendentesi fino al limite massimo delle maree ordinarie;
  2. la spiaggia, costituita dalla zona che dal margine interno del lido va verso terra;
  3. i porti;
  4. le rade, cioè quegli spazi di mare più o meno ampi, riparati naturalmente contro i flutti del mare mediante cordone litorale nel quale si aprono bocconi di accesso;
  5. le lagune: sia vive (comunicanti con il mare), sia morte (cioè stagnanti);
  6. i bacini di acqua salsa o salmastra, che almeno per una parte dell’anno comunicano con il mare;
  7. i canali utilizzati ad uso pubblico marittimo;
  8. le valli da pesca aperta;
  9. le foci di fiumi che sboccano in mare;
  10. le pertinenze demaniali marittime: cioè le costruzioni e le altre opere appartenenti allo Stato, che esistono entro i limiti del demanio o del mare territoriale.

Fanno, inoltre, parte del demanio marittimo, come beni a destinazione particolare e ad impiego controllato, le riserve naturali marine, costituite da ambienti marini, acque, fondali e tratti di costa prospicienti a rilevante interesse per le caratteristiche naturali.

Non fanno parte del demanio marittimo:

  1. il mare territoriale, il quale comprende la fascia di mare fino a dodici miglia;
  2. i golfi;
  3. i seni;
  4. la baie della costa.
#2.3.1.3. Demanio idrico

Il demanio idrico è costituito:

  1. i fiumi;
  2. i laghi;
  3. i torrenti, escluse le foci che sboccano in mare;
  4. gli alvei abbondanti da un fiume o da un torrente;
  5. i rivi;
  6. i fossati;
  7. i colatori quando siano dotati di attitudine all’uso per fini generali;
  8. le acque definite pubbliche dalla normativa in materia. In particolare fanno parte del demanio pubblico tutte le acque sotterranee e le acque superficiali, anche raccolte in vasi e cisterne (non appartengono invece allo Stato le acque di scolo e piovana non ancora convogliate in un corso d’acqua o non ancora raccolte);
  9. i ghiacciai;
  10. i porti e gli approdi destinati alla navigazione interna.
#2.3.1.4. Demanio militare

Il demanio militare5 comprende le opere permanenti destinatamene direttamente alla difesa nazionale, e cioè:

  1. le fortezze;
  2. le piazzeforti;
  3. le installazioni missilistiche;
  4. li linee fortificate e trincerate;
  5. i porti e gli aeroporti militari;
  6. le ferrovie e le funivie militari;
  7. i ricoveri antiaerei.

Non rientrano però in tale demanio i beni mobili o immobili, come gli armamenti, le caserme, i magazzini, le navi da guerra e gli aerei da combattimento, che servono solo indirettamente alla difesa nazionale; tali beni fanno parte del patrimonio indisponibile.

#2.3.2. Demanio accidentale o eventuale

#2.3.2.1. Nozione

Il demanio accidentale o eventuale, a differenza del demanio necessario, comprende beni che possono anche non essere (fin dall’origine e per tutto il corso della loro vita) di proprietà dello Stato o di enti pubblici territoriali; qualora però lo siano sono considerati appunto beni demaniali e sono assoggettati al corrispondente regime giuridico.

Perché tali beni abbiano carattere demaniale, si richiede una specifica manifestazione di volontà contenuta in una legge o in un atto amministrativo entrambi aventi l’efficacia costituiva di destinare il bene ad una pubblica funzione o, comunque, sottoporlo al regime di demanialità.

#2.3.2.2. Composizione

In particolare il demanio accidentale è composto dal:

  • demanio stradale: che comprende tutte le strade di proprietà degli enti territoriali, destinate al pubblico transito;
  • demanio ferroviario: che comprende le strade ferrate e le loro pertinenze, e i beni occorrenti all’esercizio e conservazione della ferrovia (i fabbricati, le stazioni elettriche);
  • demanio aeronautico: che comprende gli aeroporti appartenenti agli enti territoriali, destinati al traffico civile, comprese le relative pertinenze (radar, impianti radio);
  • demanio culturale: cioè gli immobili (e raccolte dei musei, delle pinacoteche, degli archivi, delle biblioteche) riconosciuti d’interesse storico, archeologico e artistico, appartenenti agli enti pubblici territoriali;
  • gli acquedotti di proprietà degli enti pubblici.

#2.4. Demanio naturale e artificiale

I beni del demanio naturale sono demaniali per se stessi, per natura: tali sono i beni del demanio necessario (tranne quelli del demanio militare).

I beni del demanio artificiale sono demaniali per la specifica destinazione loro data: tale è il demanio militare e quello accidentale.

#2.5. La destinazione dei beni demaniali

La destinazione dei beni demaniali dello Stato può essere:

  • ad uso diretto (o esclusivo): si ha nei casi in cui i beni demaniali sono strumenti che l’amministrazione utilizza per lo svolgimento dei suoi compiti istituzionali (es. attraverso i beni del demanio militare lo Stato provvede alla difesa nazionale);
  • ad uso generale: si ha quando l’interesse pubblico è conseguito mediante godimento dei beni demaniali da parte della collettività (è la destinazione tipica dei beni del demanio marittimo, idrico e stradale);
  • ad uso particolare: si ha nell’ipotesi in cui il bene serve l’interesse pubblico mediante l’uso riservato a determinati soggetti, pubblici o privati, individuati dall’amministrazione mediante un atto di licenza (licenza per la navigazione nelle acque fluviali);
  • e ad uso eccezionale: si ha quando l’amministrazione, attraverso un atto di concessione, attribuisce al concessionario diritti di natura privatistica assimilabili ai diritti sui beni altrui (concessione relativa all’occupazione di suolo pubblico).

#2.6. La tutela amministrativa (o autotutela) dei beni demaniali

#2.6.1. Introduzione

Secondo l’art. 823 c.c., spetta all’autorità amministrativa la tutela dei beni che fanno parte del demanio pubblico. Essa ha facoltà:

  • sia di procedere in via amministrativa (tutela amministrativa);
  • sia di avvalersi dei mezzi ordina a difesa della proprietà e del possesso (tutela giurisdizionale).
#2.6.2. Tutela amministrativa (c.d. autotutela)

La tutela amministrativa dei beni demaniali, c.d. autotutela, consiste sia nell’esercizio di quei poteri (detti di polizia demaniale) previsti da leggi speciali mediante i quali la P.A. può irrogare sanzioni, ordinare il ripristino dello «status quo ante», utilizzare speciale personale di vigilanza, emanare provvedimenti che revocano o modificano gli atti incompatibili con la destinazione demaniale del bene, sia nell’utilizzo di quei mezzi e nella messa in atto di quei comportamenti diretti ad eseguire i provvedimenti relativi ai beni demaniali, come ad esempio l’esecuzione d’ufficio degli ordini impartiti.

In sintesi la tutela amministrativa consiste nella possibilità riconosciuta alla P.A. di  procedere direttamente (anziché utilizzare gli ordinari rimedi giurisdizionali previsti dall’ordinamento) a tutelare i propri beni in via amministrativa, sia attraverso  emanazione di provvedimenti, sia portando ad esecuzione, coattivamente, le proprie determinazioni.

Al riguardo va precisato che i mezzi di autotutela amministrativa spettano esclusivamente all’ente pubblico proprietario, indipendentemente dal possesso dei beni medesimi.

Possono distinguersi due forme di autotutela:

  • autotutela decisoria: che si esplica attraverso decisioni amministrativi;
  • autotutela esecutiva: che si esplica attraverso atti di esecuzione di tali decisioni.
#2.6.3. Tutela giurisdizionale

Per quanto attiene la tutela giurisdizionale, va ricordato che le azioni di tutela giurisdizionale ordinaria (e cioè le azioni possessorie e petitorie) spettano all’ente pubblico che sia proprietario e/o possessore dei beni.

#3. I beni patrimoniali

#3.1. Il patrimonio dello Stato

Il patrimonio dello Stato è l’insieme di quei beni, non considerati demaniali, che appartengono agli enti pubblici (territoriali e non).

Dunque i beni patrimoniali a differenza dei beni demaniali:

  • possono appartenere (tranne alcuni, che la legge riserva allo Stato o ad altri
    enti) a qualsiasi ente pubblico, e non solo ad enti territoriali;
  • consistono sia in beni immobili6 che in beni mobili.

I beni patrimoniali sono posseduti dallo Stato a titolo di proprietà privata.

#3.2. Patrimonio disponibile e indisponibile

Rispetto al patrimonio dello Stato si opera una distinzione tra patrimonio disponibile e patrimonio indisponibile.

Un’elencazione dei beni patrimoniali indisponibili è fornita dall’art. 826 c.c. che, in tal modo, dà anche una definizione residuale per i beni patrimoniali disponibili.

I beni patrimoniali indisponibili consentono direttamente all’Amministrazione di perseguire i suoi fini, quelli disponibili servono all’Amministrazione solo indirettamente quale mezzo di produzione e di scambio.

#3.2.1. Patrimonio indisponibile
#3.2.1.1. Composizione

Fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato:

  1. le foreste7;
  2. le miniere8;
  3. le acque minerali e termali9;
  4. le cave e le torbiere
  5. i beni d’interesse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico e artistico, da chiunque e in qualunque modo ritrovati nel sottosuolo;
  6. i beni costituenti la dotazione della Presidenza della Repubblica;
  7. gli edifici destinati a sede di uffici pubblici;
  8. beni militari non rientranti nel demanio militare: caserme, armamenti, aeromobili e navi da guerra, etc.;
  9. fauna selvatica.
#3.2.1.2. Distinzioni sviluppate dalla dottrina

Appare opportuno accennare alle distinzioni che parte della dottrina fa di tali beni:

  • beni indisponibili per natura, e cioè beni che debbono necessariamente appartenere allo Stato o ad una Regione e non possono appartenere a soggetti privati: vie rientrano le miniere, le acque minerali e termali, le cave e le torbiere avocate al proprietario del fondo sui cu insistono;
  • beni indisponibili perché appartenenti ad un ente pubblico, e cioè beni che sono patrimoniali indisponibili solo se appartengono ad un ente pubblico; vi rientrano le foreste, le aree destinate all’edilizia popolare ed economica, le cose mobili di interesse artistico, storico, archeologico ed etnologico salvo che siano costituite in raccolte di musei, archivi, pinacoteche, biblioteche, nonché i documenti pubblici;
  • beni appartenenti allo Stato ed indisponibili per destinazione, cioè quei beni di proprietà dello Stato che diventano indisponibili per la particolare destinazione loto data; tali sono i beni costituenti la dotazione del Presidente della Repubblica, nonché i beni mobili ed immobili, non demaniali, destinati alla difesa o al servizio della Forze Armate (caserme, polveriere, armamenti, etc.);
  • beni appartenenti ad enti pubblici ed indisponibili per destinazione, e cioè quei beni che, per essere patrimoniali indisponibili, debbono appartenere ad un ente pubblico: le sedi e gli arredi degli uffici, il materiale ferroviario (locomotive, vagoni ed altro materiale rotabile) ed i mezzi di trasporto adibiti a pubblici servizi, gli stabili degli IACP, gli stabili, gli impianti e gli arredi di imprese di diritto pubblico etc.
#3.2.1.3. Regime giuridico

La loro caratteristica comune è quella della indisponibilità: cioè tali beni sono vincolati ad una destinazione di utilità pubblica, e non possono essere sottratti a tale destinazione, se non nei modi stabiliti dalle leggi che li riguardano (art. 828 comma 2 c.c.).

Da ciò la dottrina ha affermato il principio dell’alienabilità di tali beni (tranne rare eccezioni indicate dalla legge), purché tale alienazione non comporti la sottrazione dei beni stessi alla loro destinazione pubblica. Sono, in ogni modo, inalienabili: le miniere, e le foreste; gli atti e, documenti di enti pubblici; i beni di interesse artistico e storico.

I beni patrimoniali indisponibili sono altresì:

  • soggetti ad usucapione da parte dei terzi soltanto nel caso in cui siano stati sottratti alla loro destinazione pubblica a non domino e poi trasferiti a terzo in buona fede, il quale quindi potrà acquistarli per usucapione nei termini di legge;
  • insuscettibili di espropriazione forzata.
#3.2.2. Patrimonio disponibile
#3.2.2.1. Composizione

Fanno parte del patrimonio disponibile dello Stato e degli altri enti pubblici tutti i beni ad essi appartenenti, diversi da quelli demaniali e da quelli patrimoniali indisponibili.

I beni patrimoniali disponibili si distinguono da quelli indisponibili in quanto a differenza di quest’ultimi, che sono destinati all’esercizio di pubblici servizi (assolvendo in tal modo un funzione d’interesse pubblico), i beni patrimoniali disponibili hanno un valore economico e sono utilizzati dalla P.A. al fine di produrre un reddito.

Il patrimonio disponibile comprende:

  • il patrimonio mobiliare, nel quale rientra il denaro privo di specifica destinazione, gli utensili, nonché i beni che derivano dalla partecipazione dello Stato al capitale di società pubbliche ed imprese private;
  • il patrimonio fondiario ed edilizio.
#3.2.2.1. Regime giuridico

I beni patrimoniali disponibili non sono beni pubblici, bensì sono soltanto beni di proprietà privata di un ente pubblico, e, come tali, sono soggetti alle comuni regole del diritto privato, essi dunque sono:

  • alienabili, tuttavia va evidenziato che l’alienazione che deve sempre avvenire nelle forme del diritto pubblico (per pubblici incanti, o per asta pubblica, o ancora, in certi miti, con licitazione privata);
  • usucapibili;
  • assoggettabili a diritti reali a favore di terzi.
  1. Le universalità di mobili sono pluralità di cose mobili che appartengono ad una stessa persona ed hanno una destinazione unitaria in virtù della quale si configurano come un quid novi sotto il profilo funzionale ed economico (art. 816 c.c.), es.: raccolte di quadri o di libri appartenenti ad enti pubblici
  2. È il caso delle cosiddette servitù pubbliche come, ad esempio, la servitù di scarico che grava sui fondi confinanti ai laghi, per permettere il deflusso delle acque in eccedenza.
  3. È il caso di cosiddette servitù di uso pubblico, costituite non a favore di un bene pubblico ma a vantaggio di una collettività indeterminata di cittadini. Un esempio molto ricorrente di servitù di uso pubblico è la servitù di passaggio su strada privata.
  4. Sui beni demaniali possono essere costituiti diritti a favore di un privato tramite un provvedimento emanato dallo Stato o dall’ente pubblico territoriale proprietario del bene.
  5. Il demanio militare è un demanio essenzialmente artificiale: esso è infatti, tale non è per se stesso, per  sua natura, bensì per specifica destinazione della pubblica amministrazione.
  6. Al riguardo si ricordi che i beni immobili che non sono in proprietà di alcuno spettano al patrimonio dello Stato.
  7. Originariamente le foreste (impropriamente definite «demaniali» dall’art. 826 Codice Civile) facevano parte del patrimonio indisponibile dello Stato, e la loro cura era affidata alla Azienda di Stato per le foreste demaniali (oggi soppressa). Con la legge n. 281 del 1970 le foreste sono passate al patrimonio indisponibile delle Regioni ordinarie in ragione della loro ubicazione (art. 68 D.P.R. 616/1977)
  8. Tutte le miniere, dal momento della loro scoperta divengono di proprietà dello Stato, e fanno parte del suo patrimonio indisponibile: ciò per favorire uno sfruttamento di tali risorse a favore dell’intera collettività. Dopo la scoperta, la coltivazione (lo sfruttamento, cioè) della miniera può avvenire direttamente ad opera dello Stato o tramite terzi ai quali le stesse sono date in concessione.
  9. Sono soggette ad un regime analogo a quelle delle miniere; ma esse sono state trasferite al patrimonio indisponibile delle Regioni ordinarie (art. 61 D.P.R. 616/1977)
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