Divisione in sillabe

divisione in sillabe
divisione in sillabe
Wikis > Grammatica > Ortografia > Divisione in sillabe

Studia le nozioni relative alla “Divisione in Sillabe” ed esercitati sui quiz

Tra gli argomenti di ortografia italiana maggiormente richiesti nell’ambito dei concorsi pubblici, vi è il “Divisione in sillabe“.

Interrogando il nostro database (2.000.000 di quiz), abbiamo sintetizzato in questo wiki le nozioni che di regola sono oggetto di domanda nell’ambito delle prove concorsuali.

Terminata la lettura potrai esercitarti sull’argomento accedendo al Simulatore Quiz di Concorsando.it ed aggiungendo alla tua area di studio il percorso formativo “Grammatica – Ortografia”.

Ti ricordiamo che quello che stai leggendo è un wiki del nostro “glossario” che, in quanto tale, è soggetto a periodici aggiornamenti. 

Se vuoi seguirne gli sviluppi inserisci il tuo indirizzo email nel riquadro in fondo all’articolo e clicca sul tasto [Notify me of changes]: riceverai un’email ogni qualvolta il wiki verrà aggiornato.

Per qualsiasi delucidazione in merito a questo wiki puoi contattarci tramite la nostra pagina Facebook.
Di solito rispondiamo entro qualche ora! 

#1. Nozioni

#1.1. Sillabe

Ogni parola è formata da lettere: vocali (A, E, I, O, U) e consonanti (B, C, D, F, G, H…) che si uniscono insieme.

Quando leggo una parola devo unire tutti i suoni.

La sillaba è ogni parte di una parola che pronuncio con una sola emissione di fiato, in un solo movimento della bocca.

Sulla base della divisione in sillabe, le parole vengono così classificate:

  • Le parole formate da una sillaba si dicono: monosillabe. Es.: Re, no, su;
  • Le parole formate da due sillabe si dicono: bisillabe. Es.: Ma-re, ban-ca, pal-la;
  • Le parole formate da tre sillabe si dicono: trisillabe. Es.: Sa-lo-ne, al-be-ro; ris-par-mi;
  • Le parole formate da più sillabe si dicono: polisillabe. Es.: Ri-ma-ne-re; ve-lo-ce-men-te; stra-or-di-na-rio.

#1.2. Dittongo

Il dittongo è formato da due vocali consecutive in una stessa parola, che si pronunciano insieme con una sola emissione di voce.

Il dittongo può essere formato:

  • dall’unione di una vocale chiusa (I, U) con una aperta (A, E, O). Es.: lieto, fiore, fuoco, piano
  • oppure viceversa, dall’unione di una vocale aperta con una chiusa. Es.: auto, autunno, Europa
  • dall’unione di due vocali chiuse. Es.: fiume, piuma.

#1.2. Trittongo

Il trittongo è formato da tre vocali, due chiuse e una aperta, consecutive in una stessa parola, che si pronunciano insieme con una sola emissione di voce.

In particolare il trittongo si trova nelle parole che presentano dittongo accentato seguito dalla vocale I: Es.: Mièi; ringraziai; guai; suoi.

#1.3. Iato

Lo iato è formato da due vocali consecutive in una stessa parola, che si pronunciano con due emissioni di voce.

Esempi: pi-e-no, tu-o-no, pi-o-ve, La-u-ra, za-i-no, du-e

In particolare lo iato si forma:

  • quando nessuna delle due vocali è I o U: Es.: beato;
  • quando I o U sono accentati: Es.: bue;
  • quando la parola deriva da un’altra che aveva la I o la U accentata: Es.: vialone, pauroso;
  • quando la parola è composta con il suffisso RI, e suffissoidi BI, TRI: Es.: riavere, biennale, triennale;
  • quando la I è preceduta da R Es.: Oriente, Patria.

#1.4. Digrammi e trigrammi

Nella lingua italiana esistono alcuni suoni rappresentati da due lettere dell’alfabeto, i digrammi, o tre lettere, i trigrammi.

I digrammi sono 7:

  • GL + la vocale I. Es.: figli, degli, egli;
  • GN + vocale. Es.: vergogna, agnello, gnocchi;
  • SC + E/I. Es.: scivolare, scemare;
  •  CH + E/I. Es.: oche, occhi;
  • GH + E/I. Es.: gheriglio, ghiro;
  • CI + A/O/U. Es.: ciabatta, cioccolato, ciuffo;
  • GI+ A/O/U. Es.: giacca, gioco, giustificare.

I trigrammi sono:

  • GLI + la vocale A/E/O. Es.: figlia, moglie, aglio;
  • SCI + vocale A/O/U. Es.: scia, sciopero, sciupato

#2. Regole per la divisione in sillabe

La sillabazione è utilizzata nella scrittura e nella stampa quando, dovendo andare a capo alla fine di una riga, è necessario spezzare una parola per mancanza di spazio. In tali casi infatti l’ortografia prevede che la parola sia spezzata solo tra una sillaba e l’altra.

Di seguito elenchiamo tutte le regole che vanno rispettate sillabare correttamente:

  1. i dittonghi non si separano. Esempio: au-la, Eu-ro-pa, au-to-mo-bi-le, buo-no, cuo-re;
  2. i trittonghi non si separano. Esempio: guai, buoi, vuoi, in-viai, miei;
  3. quando c’è lo iato la prima vocale si unisce alla sillaba precedente e la seconda forma sillaba a sé. Es.: maestro: ma-e-stro;
  4. i digrammi SC, GL, GN non si possono dividere. Es.: aglio= a-glio;
  5. le consonanti semplici fanno sillaba con la vocale che segue. Esempio: ta-vo-lo, ma-ti-ta, ge-la-to, pa-ra-di-so, po-ve-ro;
  6. due consonanti uguali e consecutive si dividono unendole una alla sillaba precedente, l’altra alla sillaba seguente. Es.: cappello = cap-pel-lo;
  7. due o tre consonanti diverse e consecutive, che nella nostra lingua possono anche venire a trovarsi in principio di parola, formano sillaba con la vocale seguente. Esempio: a-stro, lu-stro, i-stri-ce, ve-tro, la-dro. Come si vede dagli esempi anche la S impura (ossia quelle che precedente un consonante) deve restare insieme anche alla consonante che la segue;
  8. se la prima consonante è L,R,M,N, questa si unisce alla vocale precedente. Es.: albero= al-be-ro;
  9. le due consonanti cq , quando si trovano insieme in una parola, si separano. Esempio: ac-qua, nac-que, ac-quo-so, ac-qui-sto, piac-que;
  10. una vocale iniziale di parola , seguita da una consonante semplice, fa sillaba a sé. Esempio: a-rit-me-ti-ca, a-per-to, a-mo-re, u-va, a-pe