Dalla laurea in Giurisprudenza all’iscrizione all’Albo: tutti i passi concreti per costruire la tua carriera forense.
Capire come diventare Avvocato è il primo passo per trasformare una passione per il diritto in una professione concreta e soddisfacente. Il percorso è strutturato, richiede anni di impegno e il superamento di una prova abilitante impegnativa, ma per chi ama il mondo giuridico si tratta di un investimento che vale pienamente la fatica.
Diventare avvocati in Italia significa seguire un iter ben preciso, regolato dalla legge sull’ordinamento forense: cinque anni di università, un periodo di praticantato presso uno studio legale, e infine l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione forense. Ogni tappa ha le sue regole, le sue scadenze e le sue insidie, e conoscerle in anticipo fa una differenza enorme nella pianificazione del proprio futuro.
In questa guida completa troverai una mappa chiara di come si diventa avvocato: cosa studiare, come svolgere il praticantato, come prepararsi al meglio all’esame e cosa aspettarsi una volta iscritti all’Albo. Continua a leggere per non perderti nessun dettaglio importante.
Come diventare Avvocato: guida completa al percorso
🎓 Come diventare Avvocato: il percorso di studi
Il punto di partenza obbligatorio per chi vuole diventare avvocati è la laurea magistrale in Giurisprudenza, un corso di studi a ciclo unico della durata di cinque anni. In Italia è possibile conseguirla presso le Facoltà di Giurisprudenza delle università statali e private riconosciute. Al termine si ottiene la laurea magistrale (LMG/01), che è l’unico titolo accademico che dà accesso al percorso abilitante forense.
Durante i cinque anni universitari si studiano le materie fondamentali del diritto: diritto privato, diritto costituzionale, diritto penale, diritto processuale civile e penale, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto tributario, diritto internazionale e molte altre. La formazione è ampia e rigorosa, pensata per dare una visione a tutto campo del sistema giuridico.
Laurea triennale più magistrale: vale lo stesso?
No. Chi ha conseguito una laurea triennale in Scienze Giuridiche (classe L-14) seguita da una laurea magistrale in una classe diversa dalla LMG/01 non può accedere all’esame di abilitazione forense. La legge è chiara: serve esclusivamente la laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza. È un elemento da tenere a mente fin dall’inizio del proprio percorso universitario.
La tesi di laurea: scegli bene la materia
La scelta della materia per la tesi di laurea può avere un impatto indiretto sulla preparazione all’esame di abilitazione. Optare per una tesi su una materia come diritto civile, diritto penale o procedura civile ti permette di approfondire contenuti che ritroverai in fase di esame. Non è determinante, ma è un vantaggio pratico non da poco.
⚖️ Il praticantato: un anno fondamentale
Una volta conseguita la laurea magistrale in Giurisprudenza, il passo successivo per capire come si diventa avvocato è il praticantato forense. Si tratta di un periodo di formazione pratica della durata di diciotto mesi, da svolgersi presso uno studio legale sotto la supervisione di un avvocato iscritto all’Albo da almeno cinque anni (il cosiddetto avvocato dominus).
Per iniziare il praticantato è necessario iscriversi al Registro dei Praticanti tenuto dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati (COA) della circoscrizione in cui si intende svolgere la pratica. L’iscrizione va richiesta entro sei mesi dal conseguimento della laurea per poter accedere all’esame di abilitazione nella prima sessione utile.
Cosa si fa durante il praticantato
Il praticante avvocato affianca il dominus nelle attività quotidiane dello studio: redazione di atti giuridici, partecipazione alle udienze, studio di fascicoli, ricerca giurisprudenziale. Dopo i primi sei mesi di pratica è possibile richiedere il patrocinio sostitutivo, che consente al praticante di esercitare in autonomia (con limiti) davanti al Giudice di Pace e in alcune procedure penali minori.
Scuole forensi e corsi di formazione
In molti Ordini degli Avvocati è obbligatoria la frequenza di una scuola forense o di appositi corsi di formazione per praticanti. Questi percorsi durano generalmente un anno e coprono le principali materie dell’esame di abilitazione con taglio pratico: redazione di atti, simulazione di udienze, tecnica processuale. Informati subito presso il COA del tuo Ordine di riferimento.
📝 Come diventare Avvocato: l’esame di Stato
L’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense è la prova più impegnativa dell’intero percorso e rappresenta il vero snodo per chi vuole diventare avvocato. È bandito annualmente dal Ministero della Giustizia e si articola in due fasi distinte: una parte scritta e una parte orale.
| Fase | Prove | Durata | Materiali consentiti |
|---|---|---|---|
| Scritta | 3 elaborati: atto giudiziario (civile o penale), parere motivato di diritto civile, parere motivato di diritto penale | 7 ore per elaborato | Codici commentati (senza note a margine manoscritte) |
| Orale | 5 materie a scelta + deontologia forense + ordinamento forense | Circa 45–60 minuti | — |
Requisiti per l’ammissione all’esame
Per essere ammesso all’esame scritto è necessario aver completato almeno diciotto mesi di pratica forense regolarmente registrata, aver frequentato (dove previsto) la scuola forense del proprio Ordine e presentare la domanda di partecipazione nei termini stabiliti dal bando ministeriale, di norma entro il mese di ottobre di ogni anno per le prove scritte di dicembre.
Puoi approfondire tutti i dettagli sul funzionamento dell’esame di abilitazione sulla pagina dedicata di Concorsando: Esame di avvocato – Abilitazione all’esercizio della professione forense.
📋 Tutto sull’Esame di Abilitazione Forense
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Vai alla guida completa sull’esame📚 Come prepararsi all’esame di avvocato
La preparazione all’esame di abilitazione richiede metodo, costanza e gli strumenti giusti. Molti candidati sottovalutano la distanza tra la preparazione universitaria e le competenze pratiche richieste dalla prova scritta, in particolare la capacità di redigere un atto giudiziario corretto e completo in sole sette ore. Ecco come organizzarti al meglio.
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Esistono manuali specificamente pensati per la preparazione all’esame forense, che coprono le materie della prova orale e le tecniche di redazione degli atti. Utilizzare materiale mirato fa una differenza enorme rispetto allo studio generico dei testi universitari. Su Concorsando trovi una selezione curata di manuali per l’esame di avvocato pensati per accompagnarti passo dopo passo nella preparazione.
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Vai al corso onlineOrganizza lo studio per la prova orale
Per la prova orale dovrai scegliere cinque materie tra quelle indicate dal decreto ministeriale. La strategia più diffusa è concentrarsi sulle materie più studiate all’università e affrontate durante il praticantato, aggiungendo la deontologia forense e l’ordinamento forense che sono obbligatorie per tutti. Pianifica almeno sei mesi di preparazione continuativa dopo il superamento della prova scritta.
🏛️ L’iscrizione all’Albo degli Avvocati
Superato l’esame di Stato, il percorso per diventare avvocato si conclude con l’iscrizione all’Albo degli Avvocati tenuto dal Consiglio dell’Ordine territorialmente competente. Solo da questo momento in poi si è a tutti gli effetti avvocati abilitati a esercitare la professione in modo autonomo.
Come si richiede l’iscrizione
La domanda di iscrizione va presentata al COA competente per il territorio in cui si intende esercitare la professione, allegando il certificato di superamento dell’esame di Stato, il certificato di laurea, il documento di identità e la ricevuta del pagamento della quota associativa. Il Consiglio dell’Ordine delibera l’iscrizione nella prima seduta utile e la comunica al richiedente.
Dopo l’iscrizione: obblighi e formazione continua
L’iscrizione all’Albo non è solo un traguardo, è anche un punto di partenza. L’avvocato iscritto è tenuto al rispetto del Codice Deontologico Forense e all’adempimento dell’obbligo di formazione professionale continua (FPC): ogni triennio occorre accumulare un determinato numero di crediti formativi attraverso corsi, convegni e attività didattiche riconosciute dall’Ordine. Non rispettare questi obblighi può portare a sanzioni disciplinari.
💼 Sbocchi professionali: cosa fa l’avvocato
Una volta capito come si diventa avvocato e completato l’iter, si apre un panorama professionale molto variegato. L’avvocato può esercitare la professione in modo libero e autonomo, aprire uno studio legale individuale o associarsi con altri colleghi, oppure lavorare come avvocato dipendente all’interno di grandi studi legali, società o enti pubblici.
Le principali aree di specializzazione
Il mercato legale è ampio e articolato. Tra le aree di specializzazione più richieste troviamo il diritto civile (contratti, responsabilità civile, diritto di famiglia), il diritto penale, il diritto del lavoro, il diritto tributario, il diritto amministrativo, il diritto commerciale e societario e il diritto dell’informatica e delle nuove tecnologie, settore in forte crescita. La scelta della specializzazione è una decisione strategica che conviene maturare già durante il praticantato.
Avvocato in carriera pubblica
L’abilitazione forense apre anche la strada a concorsi pubblici riservati ai laureati in Giurisprudenza: magistratura ordinaria, notariato, carriera diplomatica, avvocatura dello Stato e avvocatura degli enti locali sono solo alcune delle destinazioni percorribili. In molti casi l’esperienza maturata da avvocato costituisce un titolo preferenziale nelle selezioni.
❓ Domande frequenti su come diventare Avvocato
Quanti anni ci vogliono per diventare avvocato?
Considerando i cinque anni di laurea, i diciotto mesi di praticantato e i tempi medi di preparazione e superamento dell’esame di abilitazione, il percorso complessivo richiede mediamente sette o otto anni dal momento dell’immatricolazione universitaria. Chi si prepara con metodo e supera l’esame alla prima sessione utile può ridurre i tempi a circa sei anni e mezzo.
È possibile svolgere il praticantato mentre si lavora?
Sì, ma con limitazioni. La legge prevede la possibilità di svolgere il praticantato part-time in caso di rapporto di lavoro subordinato, purché la pratica non sia inferiore a metà dell’orario ordinario. In tal caso la durata del praticantato raddoppia a trentasei mesi. È una soluzione percorribile, ma richiede un’organizzazione molto rigorosa.
Quante volte si può sostenere l’esame di abilitazione?
Non esiste un limite al numero di tentativi. Tuttavia, occorre tener presente che per partecipare a ogni sessione è necessario essere ancora iscritti al Registro dei Praticanti e che l’iscrizione ha una durata massima. Conviene informarsi presso il proprio COA sulle specifiche normative locali e sui termini di rinnovo dell’iscrizione.
Come diventare avvocato senza fare il praticantato tradizionale?
Non è possibile bypassare completamente il praticantato. Esistono però alcune forme equiparate riconosciute dalla legge, come il dottorato di ricerca in materie giuridiche o lo svolgimento di funzioni giudiziarie onorarie per un determinato periodo. In ogni caso, il requisito della formazione pratica è irrinunciabile per l’accesso all’esame di Stato.
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✅ Conclusioni
Diventare avvocato è un percorso impegnativo ma assolutamente alla portata di chi si organizza con metodo e non si lascia scoraggiare dalla complessità dell’iter. La laurea magistrale in Giurisprudenza, il praticantato, l’esame di Stato e l’iscrizione all’Albo sono tappe ben definite: sapere cosa aspettarsi da ciascuna ti mette in una posizione di vantaggio rispetto a chi improvvisa. Concorsando è al tuo fianco in ogni fase, con guide aggiornate, manuali dedicati e corsi di preparazione online pensati per chi vuole arrivare pronto all’esame di abilitazione. Inizia oggi a costruire il tuo percorso verso la professione forense: visita la sezione dedicata su Concorsando e scegli lo strumento di studio più adatto a te.
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