Come diventare elettricista: formazione e opportunità di lavoro

Dalla formazione alla certificazione CEI 11-27: il percorso concreto per lavorare come elettricista qualificato

Se ti stai chiedendo come diventare elettricista, il momento è dalla tua parte. Transizione energetica, fotovoltaico sui tetti, colonnine di ricarica, domotica, efficientamento degli edifici: nel mondo del lavoro dell’impiantistica le occasioni ci sono, e sono più di quanto il mercato riesca a coprire. Il vero collo di bottiglia oggi non sono le occasioni, ma i tecnici qualificati in grado di coglierle. Il che significa che la domanda giusta da farsi non è “dove trovo lavoro”, ma “come mi qualifico”.

La buona notizia è che non servono cinque anni di scuola per partire. Chi comincia oggi da zero ha bisogno di tre cose: competenze tecniche sull’installazione e manutenzione degli impianti elettrici civili e industriali, pratica vera su quadri, cavi e strumenti di misura, e le certificazioni che le aziende chiedono davvero — a partire dalla CEI 11-27 (PES, PAV, PEI), il documento senza cui difficilmente ti mettono le mani su un impianto. Un percorso di formazione professionale mirato mette insieme le tre cose e ti porta al punto di partenza operativo in tempi ragionevoli.

In questa guida trovi tutto quello che serve per decidere: cosa fa davvero un elettricista, quali percorsi formativi esistono e quanto durano, quali abilitazioni sono obbligatorie per legge (DM 37/08), quanto si guadagna e su quali specializzazioni conviene puntare. E se vuoi accorciare i tempi, qui sotto puoi richiedere informazioni gratuite e senza impegno sul Corso Elettricista — Addetto Impianti Elettrici di DAVANTE | CORSICEF: bastano i tuoi contatti, e ti richiama un orientatore.

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Energia

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Come diventare elettricista: formazione, requisiti e stipendio

Questa guida ti spiega, passo dopo passo, come diventare elettricista partendo anche da zero: cosa fa davvero questo professionista dell’impiantistica, quali percorsi di formazione esistono e quanto durano, quali requisiti e certificazioni servono per legge, quanto si guadagna e come mettersi in proprio. E se vuoi accorciare i tempi, in pagina trovi il Corso Elettricista — Addetto Impianti Elettrici di DAVANTE | CORSICEF, con richiesta di informazioni gratuita.

🔌 Cosa fa davvero un elettricista (e perché oggi è richiesto)

L’elettricista è un professionista specializzato che progetta, installa, manutiene e ripara impianti e sistemi elettrici. È la figura chiave dell’impiantistica: si occupa dell’installazione e manutenzione degli impianti elettrici in ogni tipo di ambiente. Opera in contesti molto diversi tra loro — dall’appartamento allo stabilimento produttivo — con un unico filo conduttore: garantire che l’impianto funzioni e che sia sicuro. È un mestiere tecnico, ma è anche un mestiere di responsabilità: la firma di un elettricista qualificato su una dichiarazione di conformità ha valore legale.

Le mansioni quotidiane

  • Installazione di impianti elettrici — cablaggio, quadri elettrici, interruttori e prese in edifici nuovi o ristrutturati
  • Manutenzione preventiva — controlli periodici per garantire sicurezza ed efficienza
  • Riparazione e troubleshooting — individuazione e risoluzione di guasti e malfunzionamenti
  • Verifica della conformità normativa — rispetto delle norme CEI e del DM 37/08
  • Installazione di sistemi avanzati — domotica, fotovoltaico, sicurezza, automazione
  • Lettura e interpretazione di schemi elettrici — progetti e documentazione tecnica
  • Collaudo e certificazione — test di funzionamento e rilascio della dichiarazione di conformità

Dove si lavora

Gli elettricisti operano in quattro grandi ambiti. Nel settore residenziale si occupano di impianti in abitazioni private, condomini e ville, inclusi domotica, fotovoltaico domestico e illuminazione intelligente. Nel settore commerciale gestiscono impianti in uffici, negozi, centri commerciali e strutture ricettive, con sistemi di illuminazione complessi e impianti di sicurezza. Nel settore industriale intervengono su fabbriche e stabilimenti: macchinari, cabine di trasformazione, automazione. Nel settore edilizio lavorano in cantiere su nuove costruzioni e ristrutturazioni, in squadra con le altre figure tecniche.

💡 Il dato che conta: con la transizione ecologica, gli elettricisti formati su fotovoltaico, accumuli e colonnine di ricarica sono la fascia più cercata del settore. Sono anche quelli con la marginazione più alta.

Rischi professionali: perché la formazione non è opzionale

La professione comporta rischi specifici che si gestiscono solo con preparazione e procedure: il rischio elettrico (scosse, folgorazione, ustioni da arco), le cadute dall’alto su scale e ponteggi, le lesioni meccaniche da utensili e l’esposizione ambientale negli ambienti confinati o a temperature estreme.

⚠️ Per minimizzare i rischi è fondamentale:

  • Utilizzare sempre i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) — scarpe antinfortunistiche, guanti isolanti, elmetto, occhiali protettivi
  • Seguire scrupolosamente le procedure di sicurezza e le normative vigenti
  • Effettuare la formazione continua sui rischi e sulle misure preventive
  • Lavorare sempre con impianti disalimentati quando possibile
  • Utilizzare rilevatori di tensione e strumenti di misura certificati

Tradotto: la sicurezza elettrica non si improvvisa e non si impara guardando video. Si certifica. È esattamente il motivo per cui la CEI 11-27 è il primo documento che un’azienda ti chiede prima di farti toccare un impianto.

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📘 Come diventare elettricista: i percorsi di formazione a confronto

Per capire come diventare elettricista devi sapere che non esiste un solo ingresso. Esistono quattro strade, e non valgono tutte uguale a seconda del punto da cui parti, dell’età che hai e di quanto tempo puoi aspettare prima di lavorare. Le mettiamo in ordine di velocità di accesso al mestiere.

1. Corso di formazione professionale — la via più diretta

È il percorso pensato per chi vuole entrare nel settore in tempi rapidi, senza tornare sui banchi per cinque anni. Un buon corso di formazione per elettricisti ti porta dalla teoria di base (elettrotecnica, schemi, normativa CEI) alla pratica reale in laboratorio, e si chiude con le certificazioni che contano sul curriculum. È il corso per diventare elettricista più adatto a chi si riqualifica da un altro settore, a chi ha già un lavoro e studia in parallelo, e a chi ha finito la scuola e vuole una competenza spendibile subito.

Il Corso Elettricista — Addetto Impianti Elettrici di DAVANTE | CORSICEF segue esattamente questa logica: lezioni online seguite da docenti e coach, laboratori pratici in presenza per mettere le mani sugli impianti, Certificazione CEI 11-27 (PES PAV PEI) e attestato di competenze finale. Le iscrizioni sono sempre aperte e non c’è limite di età: si parte quando si è pronti.

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Quanto dura, quanto costa, quando si parte?

Sono le tre domande che riceviamo più spesso — e la risposta dipende dal tuo punto di partenza. Lascia i tuoi dati: un orientatore ti richiama e costruisce con te il percorso, senza impegno.

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2. Istituto tecnico o professionale

Il percorso scolastico classico: un istituto tecnico (ITIS) a indirizzo elettrotecnico o elettronico, 5 anni fino al diploma di maturità. Dà una base teorica molto solida, apre le porte dell’università e — non secondario — soddisfa da solo l’opzione “titolo di studio” del DM 37/08. È la strada giusta se hai 14 anni; molto meno praticabile se ne hai 25 e vuoi lavorare.

3. Apprendistato

Impari lavorando, affiancato da un elettricista esperto, con un contratto di apprendistato che dura in genere 3-5 anni. Il vantaggio è enorme — sei pagato mentre impari e tocchi il mestiere vero dal primo giorno — ma la qualità della formazione dipende interamente da chi ti affianca, e la parte normativa spesso resta scoperta. Funziona benissimo dopo un corso professionale: arrivi in azienda già sapendo leggere uno schema e già certificato per lavorare in sicurezza.

4. Corsi specialistici post-qualifica

Sono i corsi verticali su una singola tecnologia: fotovoltaico, domotica, automazione industriale, energie rinnovabili, sistemi di ricarica per veicoli elettrici. Non sostituiscono la formazione di base — la completano. Sono lo strumento con cui, dopo due o tre anni di mestiere, si passa dalla fascia “elettricista qualificato” a quella “elettricista specializzato”, con la differenza di retribuzione che vedremo più avanti.

💼 Percorso consigliato: corso professionale con laboratori e certificazione CEI 11-27 → primo impiego o apprendistato → specializzazione verticale su fotovoltaico, domotica o automazione. È la combinazione che porta più velocemente a un profilo pagato bene.

Quanto tempo serve davvero

Percorso Formativo Durata Cosa ottieni
Corso professionale (online + laboratori) Definita in orientamento Certificazione CEI 11-27 + attestato di competenze
Istituto Tecnico (ITIS) 5 anni Diploma di maturità tecnica
Apprendistato 3-5 anni Qualifica + esperienza sul campo
Corsi specialistici Variabile (40-200 ore) Attestati di specializzazione

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🛠️ Le competenze che ti chiederanno davvero

Per lavorare bene come elettricista non bastano le nozioni: servono competenze tecniche, abilità pratiche e una manciata di soft skill che fanno la differenza tra chi viene richiamato e chi no. Ecco cosa mettono nero su bianco le aziende quando cercano un addetto agli impianti elettrici.

Competenze tecniche fondamentali

  • Lettura e interpretazione di schemi elettrici — disegni tecnici, planimetrie, documentazione progettuale
  • Conoscenza delle normative — norme CEI e DM 37/08
  • Principi di elettrotecnica — tensione, corrente, resistenza, potenza, circuiti AC e DC
  • Installazione impianti — posa cavi, realizzazione quadri, montaggio componenti
  • Utilizzo strumenti di misura — multimetro, pinza amperometrica, misuratore di terra, rilevatore di tensione
  • Diagnostica e troubleshooting — individuare il guasto prima di sostituire pezzi a caso
  • Informatica di base — software CAD per schemi, gestionali per preventivi e rapportini

Abilità pratiche essenziali

  • Manualità e precisione — lavoro accurato su componenti di piccole dimensioni
  • Problem solving metodico — un impianto non si ripara per tentativi
  • Resistenza fisica — molte ore in piedi, posizioni scomode, carichi da sollevare
  • Coordinazione occhio-mano — indispensabile negli spazi ristretti
  • Visione dei colori — la codifica cromatica dei cavi non ammette dubbi
  • Attenzione ai dettagli — un errore piccolo può diventare un rischio grande

Soft skill che spostano l’ago

  • Capacità comunicative — spiegare un problema tecnico a un cliente che non è del mestiere
  • Puntualità e affidabilità — nel settore il passaparola vale più di qualsiasi pubblicità
  • Orientamento al cliente — gestire aspettative e imprevisti con professionalità
  • Lavoro in squadra — muratori, idraulici, progettisti, direzione lavori
  • Gestione dello stress — le emergenze arrivano sempre nel momento peggiore
  • Autonomia organizzativa — pianificare interventi, materiali e attrezzature
  • Apprendimento continuo — normative e tecnologie cambiano ogni anno

⚡ Nota pratica: le prime due liste si imparano — sono esattamente il contenuto di un corso professionale con laboratori in presenza. La terza si allena sul campo. Nessuna delle due si improvvisa il giorno del colloquio.

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Parti da zero? È il caso più comune.

Il Corso Elettricista è costruito per chi non ha mai lavorato nel settore: teoria online seguita passo passo, poi laboratori in presenza dove usi davvero strumenti e componenti. Chiedi il programma completo.

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📜 Requisiti, certificazioni e abilitazioni: cosa serve per legge

In Italia, per fare l’elettricista in autonomia e firmare le dichiarazioni di conformità degli impianti, servono requisiti professionali precisi. Vale la pena distinguere subito due piani che spesso vengono confusi: da un lato i requisiti d’impresa del DM 37/08 (servono a chi apre l’attività o fa il responsabile tecnico), dall’altro le certificazioni di sicurezza come la CEI 11-27, che servono a chiunque metta le mani su un impianto, anche da dipendente.

Requisiti per fare l’elettricista (DM 37/08)

Il Decreto Ministeriale 37/2008 (ex Legge 46/90) stabilisce che per svolgere attività di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione di impianti elettrici occorre possedere uno dei seguenti requisiti:

📌 Opzione A — Titolo di studio:

  • Diploma di istruzione secondaria superiore in ambito tecnico (elettrotecnica, elettronica)
  • Laurea in ingegneria elettrica/elettronica o equivalente

📌 Opzione B — Esperienza lavorativa:

  • Inserimento come operaio qualificato per almeno 3 anni presso imprese abilitate
  • Oppure almeno 2 anni (anche non continuativi) come responsabile tecnico presso imprese installatrici

📌 Opzione C — Qualifica professionale:

  • Attestato di qualifica professionale rilasciato da enti di formazione accreditati

⚠️ Attenzione: quale opzione sia applicabile al tuo caso dipende dal tuo titolo di studio e dal tuo percorso lavorativo, e la valutazione è individuale. È una delle prime cose da chiarire prima di scegliere un percorso formativo: chiedilo direttamente a un orientatore.

Le certificazioni che ti chiedono in azienda

Certificazione Descrizione Quando serve
CEI 11-27 (PES / PAV / PEI) Lavori elettrici e sicurezza: Persona Esperta, Persona Avvertita, Idonea ai lavori sotto tensione Praticamente sempre: è il requisito d’ingresso per operare su impianti elettrici
Fotovoltaico Installazione e manutenzione impianti FV e sistemi di accumulo Per specializzarsi in energie rinnovabili
Domotica / KNX Sistemi di automazione degli edifici Per installare sistemi domotici avanzati
Primo Soccorso Intervento in caso di emergenze Obbligatoria per gli addetti designati in azienda
Lavori in Quota Sicurezza per lavori su scale, ponteggi e piattaforme Per interventi su impianti in altezza
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La CEI 11-27 è inclusa nel Corso Elettricista

È la certificazione che sblocca l’accesso al mestiere: nel percorso DAVANTE | CORSICEF la ottieni insieme all’attestato di competenze, dopo i laboratori pratici in presenza. Chiedi come funziona e in quanto tempo.

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💼 Quanto si guadagna e dove si trova lavoro

Il settore elettrico offre ampie opportunità di impiego, e la domanda è destinata a crescere con la transizione energetica e la digitalizzazione degli edifici. Le strade sono due: lavoro dipendente o attività autonoma.

Dipendente o partita IVA?

Il lavoro dipendente presso imprese installatrici, aziende di servizi o stabilimenti industriali offre stipendio fisso, ferie, contributi, formazione aziendale e crescita interna, a fronte di minore flessibilità. Il percorso da libero professionista con Partita IVA garantisce autonomia, potenziale di guadagno superiore e gestione diretta di tempi e progetti, a fronte del rischio d’impresa, della gestione amministrativa e degli investimenti iniziali in attrezzatura. Nella pratica quasi tutti partono da dipendenti: si impara il mestiere, si costruisce la reputazione, e solo dopo si valuta il salto.

Retribuzione: le fasce reali

Il potenziale di guadagno varia in base a esperienza, specializzazione, area geografica e tipo di impiego:

  • Apprendista / Junior (0-2 anni): € 18.000 – 24.000/anno
  • Elettricista qualificato (3-5 anni): € 24.000 – 32.000/anno
  • Senior / specializzato (5+ anni): € 30.000 – 40.000/anno
  • Libero professionista / imprenditore: € 35.000 – 60.000+/anno

📈 Cosa fa salire la retribuzione:

  • Specializzazioni tecniche (fotovoltaico, domotica, automazione industriale)
  • Certificazioni aggiuntive riconosciute
  • Competenze digitali e uso di software professionali
  • Disponibilità a reperibilità e straordinari
  • Esperienza su progetti complessi
  • Capacità relazionali e commerciali (decisive per chi lavora in proprio)
  • Zona geografica (il Nord Italia resta mediamente più remunerativo, ma le differenze regionali contano anche in base alla concentrazione di imprese e cantieri)

I settori che assumono di più

  • Edilizia residenziale e commerciale — nuove costruzioni e ristrutturazioni
  • Energie rinnovabili — fotovoltaico, eolico, sistemi di accumulo (in forte crescita)
  • Industria manifatturiera — manutenzione impianti produttivi e automazione
  • Mobilità elettrica — colonnine e wallbox di ricarica (mercato emergente)
  • Domotica e building automation — smart home ed edifici intelligenti
  • Navale e aeronautico — impianti specializzati su navi, yacht, aeromobili
  • Manutenzione impianti pubblici — scuole, ospedali, uffici, infrastrutture
  • Telecomunicazioni — data center, reti, fibra ottica

Come trovare lavoro come elettricista

  1. Portali di lavoro — Indeed, InfoJobs, Monster, LinkedIn per le posizioni da dipendente
  2. Agenzie per il lavoro — specializzate in ambito tecnico e industriale
  3. Network professionale — docenti, compagni di corso, associazioni di categoria
  4. Candidature dirette — CV spontaneo a imprese installatrici e aziende manifatturiere
  5. Stage e tirocini — il modo più rapido per farsi conoscere sul campo
  6. Concorsi pubblici — enti locali, ospedali e università pubblicano bandi per elettricisti (li trovi su Concorsando.it)
  7. Passaparola e referenze — determinante per chi avvia l’attività in proprio
  8. Presenza online — sito professionale e profilo Google Business per i liberi professionisti

💡 Il punto: in tutti e otto i casi, la prima domanda del selezionatore è la stessa — “che formazione hai e quali certificazioni possiedi?”. Il curriculum si costruisce prima di candidarsi, non dopo.

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🧰 Come diventare artigiano elettricista e lavorare in proprio

Dopo qualche anno da dipendente, in tanti si chiedono come diventare artigiano elettricista e mettersi in proprio. È il passaggio che trasforma un buon tecnico in un’attività vera: più autonomia, margini più alti, ma anche clienti, preventivi e responsabilità tutte sulle tue spalle. Vediamo cosa serve concretamente per diventare elettricista autonomo.

I requisiti per aprire l’attività

Per fare l’elettricista in proprio e firmare le dichiarazioni di conformità devi prima possedere i requisiti tecnico-professionali del DM 37/08 (titolo di studio, esperienza o qualifica). Da lì il percorso amministrativo è questo:

  1. Acquisisci i requisiti tecnico-professionali previsti dal DM 37/08 (titolo di studio, esperienza o qualifica professionale)
  2. Apri la Partita IVA con il codice ATECO 43.21.01 (installazione di impianti elettrici)
  3. Iscriviti all’Albo delle Imprese Artigiane presso la Camera di Commercio, se operi come impresa artigiana
  4. Comunica l’avvio dell’attività tramite la Comunicazione Unica d’Impresa (ComUnica)
  5. Sottoscrivi una polizza RC professionale a copertura della responsabilità civile
  6. Designa il responsabile tecnico in possesso dei requisiti: può essere lo stesso titolare

Dipendente o elettricista autonomo: cosa cambia

Da dipendente hai stipendio fisso, contributi, ferie e formazione pagata, a fronte di minore flessibilità. Da elettricista autonomo con Partita IVA guadagni potenzialmente di più e gestisci tempi e progetti, ma ti prendi il rischio d’impresa, la parte amministrativa e gli investimenti in attrezzatura. Nella pratica quasi tutti partono da dipendenti: imparano il mestiere, costruiscono reputazione e portafoglio clienti, e solo dopo valutano il salto verso l’attività in proprio.

💡 In ogni caso si parte dalla qualifica: senza requisiti DM 37/08 e certificazione CEI 11-27 non puoi firmare un impianto, né da dipendente né da artigiano. La qualifica è il primo mattone, sia che tu voglia un posto da dipendente sia che tu punti alla Partita IVA.

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Vuoi metterti in proprio come elettricista?

Il primo passo è la qualifica. Con il Corso Elettricista — Addetto Impianti Elettrici di DAVANTE | CORSICEF ottieni competenze, laboratori pratici e la Certificazione CEI 11-27: la base da cui parte anche chi vuole aprire la propria attività. Chiedi come funziona.

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📊 Specializzarsi: dove sta la domanda (e la marginalità)

La carriera di elettricista non è piatta: ha livelli chiari e passaggi prevedibili. Si parte come apprendista o assistente, sotto supervisione, imparando basi e procedure di sicurezza. Si diventa elettricista qualificato quando si lavora in autonomia su progetti standard e si gestiscono installazioni complete. Si passa a specializzato quando si presidia una nicchia tecnica — fotovoltaico, domotica, industriale — e si fa consulenza oltre che installazione. Da lì si apre la strada al ruolo manageriale (caposquadra o supervisore, con coordinamento di team e cantieri multipli) oppure quello imprenditoriale, con attività propria, collaboratori e sviluppo commerciale.

🌞 Energie rinnovabili e fotovoltaico

Incentivi e sensibilità ambientale hanno reso questa la specializzazione più richiesta in assoluto. Servono competenze su inverter, ottimizzatori, sistemi di accumulo, monitoraggio e normativa dedicata.

🏠 Domotica e smart home

L’automazione domestica è in forte espansione: protocolli KNX, Zigbee, Z-Wave, integrazione con assistenti vocali, illuminazione intelligente, termostati smart e videocitofoni IP.

🔌 Mobilità elettrica

Installazione e manutenzione di wallbox domestiche e stazioni di ricarica pubbliche. Richiede conoscenza delle normative, dei sistemi di pagamento e della gestione del carico.

🏭 Automazione industriale

Programmazione PLC, impianti di controllo, robotica, manutenzione predittiva. Alta specializzazione e retribuzioni sopra la media del settore.

Formazione continua: non è un optional

  • Aggiornamento normativo — norme CEI, regolamenti regionali, direttive europee
  • Workshop tecnici — organizzati dai produttori di materiale elettrico
  • Certificazioni avanzate — specializzazioni riconosciute a livello nazionale e internazionale
  • Fiere di settore — occasione per conoscere le novità e fare networking
  • Riviste e pubblicazioni tecniche — per restare sul pezzo
  • Webinar e corsi online — aggiornamenti rapidi su temi specifici
  • Associazioni professionali — confronto tra colleghi e aggiornamento continuo
📈

Ogni specializzazione parte dalla stessa base

Fotovoltaico, domotica o colonnine di ricarica: senza una formazione solida su impianti, normativa e sicurezza non si arriva da nessuna parte. Il Corso Elettricista è quella base — e la costruisci con docenti, coach e laboratori in presenza.

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✅ Conclusioni: il tuo percorso in 7 passi

Diventare elettricista è una scelta professionale solida, con occupazione reale e possibilità concrete di crescita. Che tu punti al lavoro dipendente o all’attività autonoma, il settore ha spazio per tutti i livelli di esperienza — a una condizione: partire qualificati.

  1. Scegli il percorso formativo adatto al tuo punto di partenza (corso professionale, istituto tecnico, apprendistato)
  2. Acquisisci le competenze tecniche di base, con teoria e pratica in laboratorio
  3. Ottieni la certificazione CEI 11-27 (PES PAV PEI): è il tuo lasciapassare operativo
  4. Verifica la tua posizione rispetto al DM 37/08 e capisci quale opzione ti riguarda
  5. Accumula esperienza pratica come dipendente o apprendista
  6. Specializzati su fotovoltaico, domotica, mobilità elettrica o automazione
  7. Investi nella formazione continua: nel settore elettrico chi si ferma resta indietro in fretta

Il comparto sta vivendo una trasformazione profonda tra transizione energetica, digitalizzazione degli edifici e mobilità elettrica. Chi entra adesso, con una formazione seria alle spalle, trova un mercato che ha più bisogno di lui di quanto lui abbia bisogno del mercato.

💡 Ultimo consiglio: non sottovalutare la parte relazionale. Un elettricista tecnicamente preparato che sa spiegarsi con il cliente, lavorare in squadra e gestire gli imprevisti vale — sul mercato — molto più di chi ha solo le competenze tecniche.

✅ La tua roadmap per diventare elettricista

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❓ Domande frequenti su come diventare elettricista

Quanto dura il corso per elettricista?

Dipende dal tuo punto di partenza e dal percorso scelto. Un corso di formazione professionale è molto più rapido dei cinque anni di un istituto tecnico: la durata esatta del Corso Elettricista di DAVANTE | CORSICEF viene definita in fase di orientamento, in base al tuo profilo. Richiedi le informazioni per conoscerla.

Quanto costa un corso per elettricista?

Il costo di un corso per elettricista varia in base alla durata, ai laboratori pratici inclusi e alle certificazioni rilasciate (come la CEI 11-27). Per il Corso Elettricista te lo spiega direttamente un orientatore, senza impegno: lascia i tuoi contatti e ricevi programma, durata e costi.

Come diventare elettricista senza diploma?

Sì, si può. Il DM 37/08 prevede anche l’accesso tramite qualifica professionale (Opzione C) o tramite esperienza lavorativa maturata presso imprese abilitate (Opzione B). Un corso professionale con attestato di competenze è la via più diretta per chi vuole fare l’elettricista senza diploma.

Si può diventare elettricista a 30, 40 o 50 anni?

Assolutamente sì: non esiste un limite di età per diventare elettricista. Il settore è tra i più aperti alla riqualificazione professionale, e le iscrizioni al Corso Elettricista sono sempre aperte. Molti corsisti arrivano proprio da altri mestieri e ripartono da qui.

Quali sono i requisiti per fare l’elettricista?

Per lavorare in autonomia e firmare le dichiarazioni di conformità servono i requisiti del DM 37/08 (titolo di studio, esperienza o qualifica professionale) e, per operare in sicurezza sugli impianti, la certificazione CEI 11-27 (PES, PAV, PEI), richiesta praticamente sempre anche ai dipendenti.

Come diventare artigiano elettricista o elettricista autonomo?

Serve acquisire i requisiti DM 37/08, aprire la Partita IVA (ATECO 43.21.01), iscriversi all’Albo delle Imprese Artigiane, comunicare l’avvio con ComUnica e sottoscrivere una polizza RC professionale. Trovi il percorso completo nella sezione Come diventare artigiano elettricista e lavorare in proprio.

Quanto guadagna un elettricista?

La retribuzione cresce con esperienza e specializzazione: si parte da circa 18.000–24.000 € l’anno da junior, si sale a 24.000–32.000 € da qualificato e a 30.000–40.000 € da senior specializzato. Un libero professionista può superare i 35.000–60.000 € l’anno. Le specializzazioni più richieste (fotovoltaico, domotica, automazione) alzano sensibilmente questi valori.

Che scuola o corso serve per fare l’elettricista?

Le strade principali sono due: un istituto tecnico a indirizzo elettrotecnico o elettronico (5 anni) oppure un corso di formazione per elettricisti con laboratori pratici e certificazione, molto più rapido e pensato per chi vuole entrare subito nel mondo del lavoro.

📩 Richiedi informazioni sul Corso Elettricista

Il primo passo concreto è il più semplice: lascia i tuoi dati e un orientatore DAVANTE | CORSICEF ti richiama per spiegarti programma, laboratori, certificazione CEI 11-27, durata e costi del Corso Elettricista — Addetto Impianti Elettrici. Nessun impegno, nessun vincolo: se dopo la telefonata non fa per te, basta dirlo.

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  • Ottieni la Certificazione CEI 11-27 (PES PAV PEI)
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Zero impegno: riceverai solo una telefonata informativa da un orientatore DAVANTE | CORSICEF. Ti spieghiamo programma, durata e costi. Se non ti interessa, basta dirlo.

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6 Commenti

  1. Io ho 65 anni e voglio diventare elettricista,ho sempre bazzigato tra impianti,su appartamenti con maestri e altro. Possibile corsi per disoccupati

    • Salve, tutte le opportunità di formazione e i consigli utili sono riportati all’interno della guida.

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