Quiz Logica FORMEZ RIPAM - Esercitati ora con il Simulatore Concorsando

Oltre 49.000 quiz di logica per prepararti ai concorsi RIPAM e della Pubblica Amministrazione: relazioni tra parole, comprensione dei testi, successioni, deduzione da enunciati e molto altro.

I quiz di Logica FORMEZ RIPAM rappresentano una delle prove più temute dai candidati ai concorsi pubblici. Presenti nelle selezioni gestite dal FORMEZ e nelle procedure RIPAM, questi quesiti mettono alla prova capacità di ragionamento che non si improvvisano: serve metodo, esercizio costante e familiarità con le diverse tipologie di domande.

La buona notizia? Con il Simulatore Quiz di Concorsando.it hai accesso a una banca dati completa e aggiornata, organizzata per argomento e difficoltà. Non importa se il tuo concorso non ha ancora pubblicato la banca dati ufficiale: puoi iniziare subito ad allenarti sulle stesse tipologie di quiz che troverai il giorno della prova.

In questa pagina trovi tutto ciò che ti serve per padroneggiare la logica FORMEZ: come è fatta la prova e come vengono assegnati i punti, i metodi di risoluzione per ogni macro-area con esempi pratici, le strategie per gestire il tempo e le risorse di studio. Pronto a trasformare il tuo punto debole nel tuo asso nella manica?

Inizia Subito ad Esercitarti

🧠 Quiz Logica FORMEZ RIPAM: esercitati ora!

📊 Argomenti e Quiz della Raccolta

La raccolta di Logica FORMEZ RIPAM copre tutti gli argomenti richiesti nei principali concorsi pubblici. Ecco la distribuzione delle domande per argomento:

Argomento Tot. Domande
Tutti gli argomenti49.474
Deduzione da enunciati4.932
Giochi su lettere, parole e codici5.087
Non ancora classificati440
Problemi su relazioni e posizioni2.294
Relazioni tra parole17.588
Successioni8.631
Testi: comprensione, completamento e riordino10.502

💡 Suggerimento: Inizia dalle categorie in cui ti senti meno sicuro. Il Simulatore ti aiuterà a identificare i tuoi punti deboli e a concentrare lo studio dove serve davvero.

Come sono organizzate le banche dati ufficiali di logica RIPAM

Nei concorsi gestiti con il modello RIPAM/Formez la logica non si studia come una materia di contenuto: si allena. Le banche dati ufficiali raccolgono i quesiti per macro-aree e servono a due cose: capire quali tipologie ti aspettano e allenare il metodo risolutivo. Non sono un elenco da imparare a memoria: chi memorizza senza capire va in difficoltà appena la domanda viene riformulata o cambiano i numeri.

Tradizionalmente la banca dati attitudinale si divide in due grandi aree, logico-matematica e critico-verbale, a cui si affianca l’area del ragionamento astratto e abilità visiva. La logica deduttiva è invece trasversale: i suoi schemi (condizionali, sillogismi, negazioni) compaiono anche dentro le altre aree. Ecco le tipologie di quesiti che rientrano in ciascuna area:

Area Tipologie di quesiti
Critico-verbaleComprensione verbale, ragionamento verbale (lessico e analogie), ragionamento critico-verbale
Logico-matematicaRagionamento numerico, ragionamento numerico-deduttivo, ragionamento critico-numerico
Ragionamento astratto e abilità visivaSerie e analogie di figure, matrici, differenze e intrusi, ragionamento spaziale e meccanico
Logico-deduttiva (trasversale)Condizionali, sillogismi, quantificatori e negazioni, ordinamenti e incastri

Nel Simulatore le domande sono raggruppate per tipo di esercizio: le Relazioni tra parole allenano lessico e analogie, i Testi la comprensione e il ragionamento critico-verbale, le Successioni le serie, mentre Deduzione da enunciati e Problemi su relazioni e posizioni lavorano sul ragionamento logico-deduttivo.

Dalla raccolta storica alle nuove tipologie

Il punto di partenza è una banca dati storica unica di circa 7.000 quesiti di logica: per anni è stata il riferimento quasi esclusivo per le preselettive RIPAM, ampia ma con un ventaglio di tipologie relativamente ristretto. Con il tempo è stata affiancata da raccolte più ampie e diversificate, con un obiettivo preciso: ampliare e diversificare le tipologie di quesiti, così da coprire più abilità e limitare l’effetto “studio a memoria” su un insieme chiuso e ormai noto a tutti.

Le tipologie assenti nella raccolta storica e comparse nelle banche dati aggiornate sono tre:

  • Contrari: dato un termine, bisogna individuare il suo opposto. È un’area lessicale pura, che si allena con il vocabolario e non con il ragionamento numerico.
  • Serie alfabetiche: successioni di lettere che seguono una regola di posizione nell’alfabeto (salti costanti, alternanze, avanti e indietro). Di norma la consegna chiede di usare l’alfabeto italiano di 21 lettere, senza J, K, W, X e Y.
  • Serie alfanumeriche: successioni che mescolano lettere e numeri, con due regole parallele da individuare separatamente.

Nelle raccolte aggiornate è stata ampliata anche l’area del ragionamento verbale, con nuove formulazioni delle proporzioni verbali (del tipo “A sta a B come C sta a X”), non più soltanto nella configurazione grafica “a croce” della raccolta originaria.

🔤 Serie Alfanumeriche

Completa la serie: A1 – C3 – E5 – G7 – ?

💡 La risposta è I9. Le lettere avanzano di due posizioni e i numeri di due unità. Il metodo è sempre lo stesso: separa le due sequenze, trova le due regole, poi ricomponi.

Banca dati pubblicata o prova “a sorpresa”: cosa cambia

La pubblicazione preventiva dei quesiti non è una regola fissa: alcune procedure rendono note le domande prima della prova, altre no. A stabilirlo è sempre il bando, che indica se la banca dati sarà pubblicata, entro quando e in che forma (con o senza soluzioni). Eventuali integrazioni o errata corrige seguono lo stesso canale ufficiale: prima di ogni sessione di studio conviene verificare di avere l’ultima versione.

Se la banca dati è pubblicata, le domande della prova vengono estratte da quella raccolta: lo studio si concentra sui quesiti effettivamente presenti, memorizzando e comprendendo le soluzioni per rispondere con rapidità il giorno della prova. Con raccolte molto ampie serve un metodo: suddividi i quesiti in blocchi omogenei, pianifica un calendario con ripetizioni a intervalli crescenti e ripassa gli stessi blocchi con passaggi via via più rapidi. Se la banca dati viene pubblicata senza la griglia delle risposte esatte, prima di memorizzare dovrai individuare da solo le soluzioni corrette, risolvendo i quesiti uno per uno o verificandoli su fonti affidabili.

Se la prova è “a sorpresa”, cioè senza pubblicazione preventiva, non puoi prepararti sulle singole domande: si lavora sulle tipologie ricorrenti dei quesiti logico-attitudinali RIPAM, sviluppando metodo risolutivo e velocità. In questo scenario sono un ottimo bacino di esercitazione le banche dati di precedenti selezioni analoghe della stessa Commissione, perché ne riflettono stile e tipologie, ma senza alcuna garanzia che le stesse domande ricompaiano.

Aspetto Banca dati pubblicata Prova “a sorpresa”
Domande della provaEstratte dalla raccolta notaNon note in anticipo
Focus dello studioQuesiti effettivi e loro soluzioniTipologie ricorrenti e metodo
Obiettivo primarioRapidità di riconoscimentoVelocità di risoluzione

📌 Da ricordare: con la banca dati pubblicata si studiano i quesiti, senza pubblicazione si studiano le tipologie. In entrambi i casi il bando resta la fonte da verificare.

📋 Com’è fatta la prova di logica RIPAM/Formez

Prima di allenarti sui quesiti, conviene sapere dove stai giocando. Le selezioni gestite con il modello RIPAM/Formez hanno regole proprie: struttura del questionario, tipologie di quesiti, criteri di punteggio e tempi. Conoscerle cambia il modo in cui rispondi: sapere se le risposte errate sono penalizzate, per esempio, determina se conviene tentare oppure lasciare in bianco. Sono decisioni che valgono punti reali.

Le prove logico-attitudinali sono spesso la porta d’ingresso: nelle preselettive servono a ridurre la platea dei candidati, nella prova scritta unica computer based incidono direttamente sul punteggio finale. In entrambi i casi il fattore critico non è la difficoltà del singolo quesito, ma il rapporto tra numero di domande e tempo disponibile: se hai poco più di un minuto a quesito, un problema affrontato con il metodo sbagliato ti costa due o tre risposte che avresti dato correttamente altrove. La strategia vale quanto la conoscenza.

La prova preselettiva

È il modello classico, ancora utilizzato quando le domande di partecipazione sono molto numerose: alcuni bandi la prevedono solo se i candidati superano una soglia indicata (ad esempio 600 per ciascun codice concorso). La sua funzione è dichiarata: ridurre il numero dei candidati ammessi alle fasi successive, verificandone le capacità logico-attitudinali. Non serve a valutare la preparazione tecnica sul profilo.

  • Quesiti a risposta multipla, con una sola opzione esatta fra quelle proposte.
  • Quesiti estratti da una banca dati ufficiale, predisposta secondo i criteri indicati dalla commissione esaminatrice.
  • Correzione informatizzata, senza alcuna valutazione discrezionale.
  • Durata commisurata al numero dei quesiti, in base a un tempo medio stimato per ciascuno: con circa un minuto e mezzo a quesito e 60 quesiti, la prova durerà intorno ai 90 minuti.

📌 Da ricordare: quando il bando prevede la pubblicazione, i quesiti vengono resi disponibili di norma almeno venti giorni prima della prova. Il punteggio della preselettiva, di regola, non concorre alla graduatoria finale: serve solo per essere ammessi.

La prova scritta unica: dove si colloca la logica

È il modello oggi prevalente nelle procedure RIPAM: una prova scritta a quiz svolta in modalità digitale, di regola senza preselezione separata. I quesiti sono organizzati in tre blocchi, ciascuno con una funzione selettiva diversa:

  1. Materie del profilo: verificano le conoscenze tecnico-professionali richieste dal codice di concorso, con una parte comune a tutti i profili e una parte specifica.
  2. Logica e ragionamento: verificano le capacità logico-attitudinali, cioè il metodo di ragionamento a prescindere dalle nozioni.
  3. Quesiti situazionali: verificano il comportamento organizzativo del candidato davanti a situazioni di lavoro concrete.

Nel modello standard del test unico RIPAM i numeri da tenere a mente sono questi:

Parametro Modello standard RIPAM
Numero di quesiti40 a risposta multipla
Durata60 minuti (circa 90 secondi a quesito)
Ripartizione tipica25 sulle materie d’esame, 8 di logica e ragionamento critico-verbale, 7 situazionali
Punteggio massimo30 punti
Soglia di idoneità21/30, cioè il 70% del punteggio massimo

⚠️ Attenzione: struttura del questionario, tempi e criteri di valutazione sono definiti dal singolo bando e dalle relative istruzioni. Fa fede quel documento, non l’esperienza di una prova precedente.

Come vengono attribuiti i punti

Nella stessa prova convivono due meccanismi di punteggio, da tenere ben distinti:

  • Quesiti di logica e di materia: valutazione binaria (esatto/errato) con penalizzazione per l’errore.
  • Quesiti situazionali: valutazione graduata in base all’efficacia del comportamento, senza penalizzazione.
Esito Punteggio Effetto sul totale
Risposta esattaPositivo (nel modello standard +0,75)Aumenta
Risposta omessaZeroInvariato
Risposta errataNegativo, una frazione di punto (nel modello standard −0,25)Diminuisce

Il punto chiave è che omettere ed errare non sono equivalenti: la mancata risposta è neutra, mentre l’errore erode il punteggio già maturato sugli altri quesiti. La penalità è in genere una frazione di punto, inferiore in valore assoluto al punteggio della risposta esatta.

Nei situazionali la scala è invece a tre gradini: la risposta più efficace vale il punteggio pieno, quella intermedia un punteggio ridotto (tipicamente la metà) e quella meno efficace zero punti. È uno zero “secco”, che non porta punti ma non toglie nulla: per questo, in questa sezione, lasciare in bianco non ha alcun senso.

✅ Prima di ogni prova verifica nel bando:
  • quanto vale una risposta esatta;
  • se la risposta errata è penalizzata e con quale valore;
  • come viene trattata la mancata risposta;
  • l’eventuale soglia minima da raggiungere.

🎯 Macro-aree dei quiz di logica RIPAM: metodi ed esempi

Le prove di logica dei concorsi RIPAM/Formez non sono un elenco casuale di quesiti: sono organizzate per aree, ciascuna delle quali misura una capacità diversa. Sapere in quale area ti trovi significa sapere quale metodo applicare. Per ogni area trovi le tecniche risolutive, i tranelli più frequenti e un esempio tratto dalla banca dati: riesci a rispondere correttamente?

📌 Da ricordare: l’area logico-deduttiva non è un’area “parallela” alle altre, ma il motore che gira al loro interno. Un quesito può presentarsi come verbale, con un testo in italiano, e chiederti in realtà una deduzione formale: riconosci la struttura, non il vestito.

Area critico-verbale

Misura padronanza linguistica, ampiezza del vocabolario e attitudine logico-linguistica. Si articola in tre filoni: comprensione verbale (brani con domande), ragionamento verbale (lessico e analogie) e ragionamento critico-verbale (deduzioni da testi brevi).

Lessico: sinonimi, contrari, intrusi, definizioni. Sono quesiti di registro medio-alto: perentorio vale come categorico, improrogabile; il contrario di prolisso è conciso; meticoloso indica chi cura il dettaglio con scrupolo. Nell’intruso lessicale devi trovare il campo semantico comune a tutti i termini tranne uno: non fermarti alla prima somiglianza e verifica che il criterio escluda esattamente una parola.

⚠️ Tranello tipico: nei sinonimi le opzioni sbagliate sono spesso parole associate ma non equivalenti (per “perentorio”: “urgente”, “sgarbato”). Il criterio è la sostituibilità nella frase, non la vicinanza di tono.

Analogie verbali. Lo schema è “A sta a B come C sta a D”. Il metodo: esprimi la relazione della prima coppia con una frase esplicita, poi verifica quale alternativa regge la stessa frase. Medico sta a paziente come avvocato sta a cliente: la relazione è professionista/destinatario del servizio. Se la frase-ponte è troppo vaga (“hanno a che fare con”), non hai ancora trovato la relazione giusta.

Comprensione del testo e ragionamento critico-verbale. La regola aurea è una sola: la risposta sta nel brano, non nelle tue conoscenze. Le domande chiedono la tesi dell’autore, un’informazione implicita o quale conclusione segue necessariamente dal testo.

📌 Da ricordare: distingui tre livelli, cioè ciò che il testo dice, ciò che implica necessariamente e ciò che è solo plausibile. Le opzioni sbagliate vivono quasi sempre nel terzo livello: vere nel mondo, ma non ricavabili dal brano.

💬 Comprensione Verbale

Quale parola è sinonimo di “Abbaino”?

💡 La risposta corretta è lucernario. Questi quiz testano il tuo vocabolario e la capacità di riconoscere sinonimi.

Area logico-matematica

Valuta le abilità di calcolo e il ragionamento analitico. I filoni sono tre: ragionamento numerico (serie e operazioni), ragionamento critico-numerico con problem solving (problemi verbali e dati in tabella) e ragionamento numerico-deduttivo (numeri inseriti in schemi logici).

Serie numeriche. Procedi sempre con lo stesso protocollo: calcola le differenze tra termini consecutivi; se non basta, calcola le differenze delle differenze; se non basta ancora, prova i rapporti (regola moltiplicativa); infine ipotizza due serie alternate o una formula legata alla posizione del termine.

  • Progressione aritmetica: differenza costante (3, 7, 11, 15 → +4).
  • Differenze decrescenti: +10, +8, +6, +4…
  • Regola moltiplicativa o formula posizionale: ad esempio 2n + 1.
  • Serie alternate: i termini di posto dispari seguono una regola, quelli di posto pari un’altra.

⚠️ Tranello tipico: se hai trovato una regola che funziona per i primi passaggi ma stona sull’ultimo, la regola è sbagliata: deve valere per tutti i termini dati. Non forzare.

🟢 Ragionamento Numerico

Completa la serie: 36 6 ? 39 15 24

💡 La risposta è 30. Qui le differenze tra termini consecutivi non portano da nessuna parte: la serie va letta a gruppi di tre, in cui il terzo numero è la differenza dei primi due (36 − 6 = 30; 39 − 15 = 24). Le serie numeriche richiedono di individuare pattern e relazioni nascoste tra i numeri.

Percentuali, sconti, frazioni. Uno sconto del p% porta a pagare il (100 − p)% del prezzo: conviene moltiplicare direttamente per il coefficiente, anziché calcolare lo sconto e poi sottrarlo.

prezzo scontato = prezzo × (100 − p) / 100

Per le frazioni di una quantità, lavora sempre sulla parte residua, che è ciò che quasi sempre viene chiesto: se si svuotano i 2/5 di un serbatoio, ne restano i 3/5.

⚠️ Tranello tipico: un aumento del 20% seguito da uno sconto del 20% non riporta al prezzo iniziale: 100 → 120 → 96. Le due percentuali si applicano a basi diverse.

Equazioni nascoste nel testo. Traduci parola per parola. “Il triplo di un numero diminuito di 8 è uguale a 25” diventa 3x − 8 = 25, da cui 3x = 33 e x = 11. Il punto critico è l’ordine delle operazioni: “il triplo di (un numero diminuito di 8)” sarebbe 3(x − 8), con un risultato diverso.

Medie, interesse semplice, proporzionalità. Per trovare il termine mancante di una media, moltiplica la media per il numero dei dati: ottieni la somma totale, da cui sottrai i termini noti. Nell’interesse semplice gli interessi si calcolano sempre sul capitale iniziale, con la formula I = C × i × t / 100: dopo due anni si raddoppia l’interesse annuo, senza capitalizzazione. Nei problemi di lavoro vale la proporzionalità inversa: più operai, meno giorni. La quantità che resta costante è il prodotto operai × giorni: se 6 operai impiegano 10 giorni, il lavoro “vale” 60 giornate-uomo e con 12 operai servono 5 giorni.

📌 Da ricordare: nella proporzionalità diretta le grandezze crescono insieme e il loro rapporto è costante; in quella inversa una cresce e l’altra cala, e a restare costante è il prodotto. Scambiarle è l’errore numero uno di quest’area.

Tabelle e grafici. Leggi prima intestazioni e unità di misura, poi la domanda, poi solo i dati che servono. Attenzione alla differenza tra variazione in punti percentuali e variazione percentuale: passare dal 20% al 25% significa +5 punti percentuali, ma +25% in termini relativi.

🔵 Logica Matematica

In un gruppo di 25 amici, tutti hanno l’hobby almeno della pittura o della recitazione. Se 12 dipingono e 20 recitano, quanti hanno entrambi gli hobby?

💡 La risposta è 7. Applica la formula degli insiemi: 12 + 20 − 25 = 7 persone con entrambi gli hobby.

Area del ragionamento astratto e abilità visiva

Qui si lavora su informazioni non verbali: individuare relazioni, differenze e regole evolutive tra figure. Rientrano in quest’area anche il ragionamento spaziale e quello meccanico.

Serie e analogie di figure. Isola una variabile alla volta: forma, numero di elementi, orientamento, riempimento, posizione. Una serie può essere governata da una rotazione costante (ad esempio 90° in senso orario a ogni passaggio) oppure da più trasformazioni simultanee, da applicare tutte insieme all’ultima figura. Nelle analogie figurali vale lo stesso metodo delle analogie verbali: individua cosa è cambiato dalla prima figura alla seconda (ad esempio il raddoppio degli elementi) e riapplica identica la trasformazione alla terza.

⚠️ Tranello tipico: le alternative sono costruite per contenere ciascuna una parte della regola, mentre la figura giusta rispetta tutte le trasformazioni contemporaneamente. Elenca le regole trovate e verifica alternativa per alternativa.

Matrici figurali. Nella matrice (tipicamente 3×3 con una casella vuota) leggi in modo incrociato: individua la regola che varia lungo le righe e quella che varia lungo le colonne, poi incrociale sulla casella mancante. Se una lettura non dà risultati, di solito l’altra sì.

Differenze e intrusi. Con figure quasi identiche, confronta per zone fisse (in alto a sinistra, in alto a destra, in basso a sinistra, in basso a destra) invece di guardare l’insieme: le differenze stanno in dettagli minimi, orientamenti invertiti, elementi in più o in meno. Per la figura intrusa cerca la proprietà condivisa da tutte tranne una: numero di lati, presenza di un asse di simmetria, concavità, numero di elementi interni.

Rotazioni e sviluppi. Nella rotazione mentale lo stesso oggetto, visto da angolazioni diverse, conserva forma, proporzioni e verso reciproco delle parti. Un oggetto specularmente invertito non è lo stesso oggetto ruotato: è proprio la discriminante sfruttata dalle opzioni sbagliate. Nello sviluppo piano del cubo la regola pratica è questa: in una croce di sei quadrati, le facce opposte sono quelle separate da una faccia intermedia nella stessa fila, mentre le facce adiacenti nello sviluppo restano adiacenti nel solido.

Ragionamento meccanico. Due ingranaggi a contatto diretto ruotano in versi opposti: in una catena di ingranaggi, le ruote di posto dispari girano come la prima e quelle di posto pari in verso contrario. Se invece la trasmissione avviene tramite una cinghia non incrociata, il verso è lo stesso. Nella leva di primo genere il fulcro sta tra potenza e resistenza, e si ha vantaggio meccanico quando il braccio della potenza è maggiore di quello della resistenza: serve meno forza, ma su uno spostamento più ampio.

Area del ragionamento logico-deduttivo

È l’area in cui si guadagnano più punti con meno tempo, perché gli schemi sono pochi e ripetitivi: una volta imparati, si applicano quasi meccanicamente.

Proposizioni condizionali. Data la premessa “se A allora B”, le inferenze valide sono soltanto due:

  • Modus ponens: A è vero, quindi B è vero.
  • Modus tollens: B è falso, quindi A è falso.

Esempio: “se piove, la strada è bagnata”. Se la strada non è bagnata, non ha piovuto (deduzione valida). Se la strada è bagnata, invece, non si può concludere che abbia piovuto: poteva essere passata l’autobotte.

⚠️ Tranello tipico: i due errori classici sono l’affermazione del conseguente (da B vero dedurre A vero) e la negazione dell’antecedente (da A falso dedurre B falso), che compaiono quasi sempre come alternative “plausibili”. Memorizza: si ragiona in avanti affermando, all’indietro solo negando.

Il “solo”: condizione necessaria. “Solo chi ha la tessera può entrare” significa: se uno entra, allora ha la tessera. La tessera è condizione necessaria, non sufficiente: averla non garantisce l’ingresso. Non va confusa con la proposizione conversa “se hai la tessera, entri”, che la trasformerebbe in condizione sufficiente.

📌 Da ricordare: traduci sempre “solo A sono B” in “se B allora A”. È il quesito più difficile dell’area, ma si risolve meccanicamente con questa conversione, senza ragionare sul contenuto.

🔶 Logica Deduttiva

“Solo se la tavola è ben imbandita, si avverte il calore familiare.” In base a questa affermazione, è necessariamente vero che:

💡 La risposta è: “Se la tavola non è ben imbandita, non si avverte il calore familiare”. La tavola ben imbandita è condizione necessaria: la frase equivale a “se si avverte il calore familiare, allora la tavola è ben imbandita” e, per il modus tollens, se la tavola non è ben imbandita il calore familiare non si avverte. Questo tipo di quiz richiede di padroneggiare i connettivi logici.

Sillogismi e quantificatori. Con due premesse universali affermative concatenate la conclusione è universale: “tutti i mammiferi sono animali; tutti i cani sono mammiferi”, quindi tutti i cani sono animali. Con una premessa particolare, invece, la conclusione non può essere universale: “alcuni impiegati parlano inglese; tutti quelli che parlano inglese hanno seguito un corso”, quindi alcuni impiegati hanno seguito un corso, mai “tutti”. Da “alcuni A sono B” segue validamente “almeno un B è A”, mentre da “tutti gli A sono B” non segue “tutti i B sono A”.

Negazione dei quantificatori.

  • La negazione di “tutti gli A sono B” è “almeno un A non è B” (e non “nessun A è B”).
  • La negazione di “nessun A è B” è “almeno un A è B”.
  • La negazione di “qualche A è B” è “nessun A è B”.

⚠️ Tranello tipico: l’errore più frequente in assoluto è negare “tutti” con “nessuno”. La negazione di un’affermazione universale è sempre la più debole possibile, perché basta un solo controesempio; al contrario, negare una particolare (“qualche A è B”) produce un enunciato universale (“nessun A è B”).

Eulero-Venn, transitività, incastri. Con i quantificatori, disegna i cerchi: se una conclusione è possibile ma esiste un diagramma compatibile con le premesse in cui risulta falsa, allora non è deducibile. La conclusione valida è quella vera in ogni diagramma ammissibile. Negli ordinamenti vale la transitività: se A è più alto di B e B è più alto di C, allora A è più alto di C. Nei problemi con vincoli e incastri (chi siede dove, chi fa cosa) costruisci una tabella e parti sempre dal vincolo più rigido, quello che fissa una sola posizione.

E i quesiti situazionali?

Nelle prove RIPAM più recenti, accanto alla logica compaiono i test di giudizio situazionale: descrivono uno scenario di lavoro nella Pubblica Amministrazione e propongono comportamenti alternativi. Non misurano la logica, ma competenze trasversali come comportamento organizzativo, gestione delle relazioni, lavoro di gruppo, problem solving e orientamento al risultato. Qui non c’è una soluzione derivabile da regole formali: si valuta l’appropriatezza del comportamento nel contesto descritto.

Il profilo premiato è costante e riconoscibile: nei conflitti tra colleghi e nei dilemmi organizzativi vince l’opzione orientata al dialogo, al confronto diretto, alla collaborazione e alla soluzione condivisa.

  • Da preferire: affrontare il problema, informare chi di dovere, cercare un chiarimento diretto, proporre una soluzione.
  • Da scartare: ignorare la situazione, delegare per evitare, scaricare la colpa, reagire in modo impulsivo o rigido, scavalcare i colleghi.

Operativamente, scarta subito l’opzione passiva o conflittuale, poi scegli tra quelle rimaste la risposta che risolve il problema rispettando ruoli e procedure. Davanti a un carico di lavoro imprevisto, per esempio, informare tempestivamente il responsabile e riprogrammare le priorità è più efficace che lavorare in silenzio oltre l’orario, che pure non è un comportamento scorretto; ignorare il problema è invece la risposta meno efficace.

⚠️ Tranello tipico: se il quesito chiede il comportamento “più appropriato”, più opzioni possono essere accettabili: devi ordinarle per grado, non cercare l’unica corretta. E attenzione alla formulazione negativa (“meno appropriato”), che ribalta la scelta.

⚠️ Attenzione: Questi sono solo esempi! La vera preparazione richiede di esercitarsi su centinaia di quiz per acquisire velocità e sicurezza. Il tempo è il tuo nemico numero uno durante la prova.

🏛️ Concorsi che Richiedono Quiz di Logica FORMEZ

I quiz di questa raccolta sono fondamentali per superare le prove preselettive di numerosi concorsi pubblici. Ecco alcuni degli enti che li utilizzano regolarmente:

Ente Concorso
ANACSpecialista di area amministrativa e giuridica
RIPAMFunzionario amministrativo
RIPAMFunzionario F1 RIPAM COESIONE
RIPAMProfili amministrativi – Concorso 2293 posti
Ministero della GiustiziaCancelliere esperto
M.I.T.Funzionario Ingegnere-Architetto
Regione PugliaFunzionario amministrativo/tecnico
Comune di NapoliVari profili diplomati
Comune di CataniaAgente di Polizia Municipale
Segreteria Giustizia Amm.Assistente amministrativo

Molte di queste selezioni seguono il modello RIPAM/Formez: nei concorsi unici la Commissione RIPAM definisce e bandisce la procedura, mentre Formez PA ne cura la gestione tecnica, dalle piattaforme alla correzione automatizzata; anche diversi enti territoriali e regionali si avvalgono dello stesso modello, con prove impostate sugli stessi standard. I quesiti logico-attitudinali sono determinanti soprattutto nelle preselettive, dove servono a scremare platee molto ampie in tempi rapidi, e restano presenti nella prova scritta accanto alle materie del profilo.

📱 Il Simulatore Quiz Concorsando

Il Simulatore Quiz è lo strumento più efficace per prepararti ai quiz di logica FORMEZ. Ecco perché:

  • Accessibile ovunque: via web da PC, o tramite app su iPhone, Android e Huawei
  • Intelligente: traccia il tuo livello di preparazione e ti indica quali argomenti ripassare
  • Modalità multiple: studio, simulazione d’esame con timer, modalità lettura e ascolto per il ripasso
  • Graduatoria: confrontati con gli altri candidati e scopri il tuo posizionamento

Come allenarti con metodo

Per sfruttare al meglio il Simulatore conviene distinguere due modalità di allenamento, che servono a cose diverse:

  • Esercitazione mirata: ti concentri su una tipologia alla volta (solo successioni, solo relazioni tra parole, solo deduzioni), sfruttando l’organizzazione dei quiz per argomento. Serve a rafforzare competenze specifiche e a costruire automatismi risolutivi.
  • Simulazione completa: riproduce l’intera prova, con tipologie mescolate e tempi reali. Serve ad allenare la gestione del tempo e dello stress, non a imparare una tecnica nuova.

La logica vincente sta nell’alternanza: blocchi di esercitazione mirata sulle aree deboli, intervallati da simulazioni cronometrate che misurano i progressi in condizioni realistiche. Le prove a tempo ti abituano ai ritmi effettivi e ti insegnano quando lasciar andare un quesito che sta costando troppo.

La funzione più preziosa è il tracciamento degli errori: le aree di debolezza emergono in modo oggettivo e non “a sensazione”. Se il 60% dei tuoi errori si concentra sulle successioni, sai dove investire il tempo. Nelle sessioni successive dai priorità ai quesiti sbagliati o risolti con incertezza, riproponendoli a distanza di tempo finché non diventano stabili, mentre quelli già padroneggiati si ripassano di rado. Attenzione all’ordine: prima analizza la risposta errata e comprendi la logica risolutiva, poi ripeti il quesito. Ripeterlo subito senza capire produce solo la memorizzazione della lettera dell’opzione, inutile se cambiano i numeri o l’ordine delle alternative.

🎯 Obiettivo realistico: la soglia di idoneità è 21/30, ma idoneo non significa vincitore: vince chi rientra nei posti, e nei concorsi RIPAM più affollati i punteggi di ingresso tra i vincitori sono stati nettamente superiori al minimo. In simulazione punta quindi ben oltre il 70% e annota tre numeri, non uno solo: risposte esatte, errate e omesse. È l’unico modo per capire se la tua gestione della penalità ti sta facendo guadagnare o perdere punti.

💡 Strategie per Superare i Quiz di Logica

Nei quiz di logica RIPAM il punteggio non dipende solo da quanto sai, ma da quanti quesiti riesci a chiudere bene nel tempo a disposizione. Tieni a mente il principio guida: salvo diversa previsione del bando, tutti i quesiti valgono lo stesso punteggio. Un quesito difficile vale esattamente quanto uno facile, ma può costarti cinque volte il tempo: ogni minuto speso su un quesito ostico è un minuto sottratto a punti sicuri.

1. Identifica i tuoi punti deboli

Inizia esercitandoti su tutte le categorie. Il Simulatore classificherà automaticamente ogni quiz in: “Le sai”, “Ancora un piccolo sforzo”, “Ripetile”, “Non le sai”. Concentrati sulle ultime due categorie.

2. Impara a gestire il tempo

Il calcolo del ritmo è una semplice divisione: tempo medio = minuti disponibili ÷ numero di quesiti. Nel formato RIPAM più diffuso, 40 quesiti in 60 minuti, hai circa un minuto e mezzo (90 secondi) per quesito; nelle preselettive con più quesiti, per esempio 50 in 60 minuti, il tempo medio scende a 72 secondi. Esercitati con il timer attivo per sviluppare la capacità di rispondere rapidamente, senza sacrificare la precisione.

  • Margine di riserva: non pianificare sull’intera durata della prova. Sottrai circa il 10% del tempo (10 minuti su 100) e calcola il ritmo su quello restante. La riserva serve ad assorbire gli imprevisti e a rivedere le risposte incerte alla fine; nella prova digitale, del resto, è il sistema a conteggiare il tempo residuo e a chiudere la prova allo scadere.
  • Ripartizione tra le sezioni: se la prova è divisa in blocchi, assegna il tempo in proporzione al numero di quesiti, correggendo eventualmente per la lunghezza dei testi. Con 90 minuti per 40 quesiti di logica, 20 di verbale e 30 di materie, i tempi saranno 40, 20 e 30 minuti.
  • Tempo limite: un quesito va abbandonato quando supera 2-3 volte il tempo medio, a prescindere da quanto ti sembri “quasi risolto”. Con un tempo medio di 1 minuto, si molla dopo 2-3 minuti.

Per controllare il ritmo durante la prova, fissa dei punti di verifica. Ecco un esempio con 90 quesiti in 90 minuti effettivi:

Momento Quesiti attesi Se sei in ritardo
Dopo 30 minutiCirca 30Alza il ritmo e riduci le riletture
Dopo 60 minutiCirca 60Salta i quesiti lunghi e prendi quelli rapidi
Ultimi 10 minutiTutti visti almeno una voltaRiprendi i quesiti ancora vuoti, tenendo conto della penalità

⚠️ Tranello tipico: se ti accorgi di essere in ritardo, non accelerare indistintamente su tutti i quesiti e non rinunciare alle ultime domande: seleziona i quesiti più rapidi e sicuri e rinvia quelli complessi all’eventuale ripasso finale.

3. Usa la tecnica dei passaggi multipli

Invece di procedere in ordine rigido dal primo all’ultimo quesito, attraversa la prova più volte, con obiettivi diversi:

  • Primo passaggio: rispondi solo ai quesiti che riconosci subito e risolvi in poco tempo. Metti in cassaforte i punti sicuri.
  • Secondo passaggio: riprendi i quesiti rinviati, ora con il tempo residuo noto e senza la pressione dei punti facili ancora da prendere.
  • Terzo passaggio (revisione): controlla le risposte incerte e i quesiti ancora vuoti, e verifica che le risposte risultino confermate secondo le indicazioni del software.

Funziona per tre ragioni: massimizza i punti per unità di tempo, evita che un quesito difficile in posizione iniziale ti blocchi l’accesso a decine di quesiti facili più avanti e produce un effetto psicologico positivo, perché chiudere presto i quesiti certi aumenta la fiducia e riduce l’ansia. Il rinvio però funziona solo se ritrovi in fretta i quesiti saltati: tienine traccia in modo sistematico, distinguendo tra “saltato del tutto” e “risposto ma incerto”. Il rischio principale è non avere poi il tempo per riprenderli, ed è per questo che serve il margine di riserva.

La seconda lettura, infine, non serve solo ai quesiti saltati ma anche a quelli già risolti: nel primo passaggio, per velocità, capita di leggere male una parola o di selezionare l’opzione accanto a quella voluta, e il controllo finale intercetta proprio queste distrazioni.

⚠️ Tranello tipico: ostinarsi su un quesito difficile. Sottrai tempo ai quesiti facili che avresti risolto e perdi punti sicuri, spesso senza nemmeno chiudere quello difficile. Non conta lo sforzo già investito: superato il tempo limite, si passa oltre.

4. Decidi quando rispondere e quando lasciare in bianco

Quando le risposte errate sono penalizzate, la scelta tra rispondere e lasciare in bianco si misura con il valore atteso, cioè la media dei risultati possibili, ciascuno pesato per la sua probabilità (p è la probabilità di indovinare):

Valore atteso = p × punti della risposta esatta − (1 − p) × penalità

Con quattro alternative e nessuna esclusione, p = 0,25: le probabilità di sbagliare sono tre volte quelle di indovinare. Nel modello standard RIPAM (+0,75 per l’esatta, −0,25 per l’errata) rispondere completamente a caso ha quindi valore atteso nullo (0,25 × 0,75 − 0,75 × 0,25 = 0) e non porta alcun guadagno; con penalità più pesanti diventa negativo. Se invece escludi con sicurezza due alternative, p sale a 0,5 e il valore atteso diventa positivo (0,5 × 0,75 − 0,5 × 0,25 = +0,25).

Un esempio numerico aiuta a capire il meccanismo. Ipotizziamo +1 per l’esatta, 0 per l’omessa e −0,5 per l’errata: su 60 quesiti un candidato ne azzecca 40, ne sbaglia 10 e ne omette 10, per un punteggio di 40 − 5 = 35. Se sui 10 quesiti omessi avesse tirato a indovinare, azzeccandone 2 e sbagliandone 8, avrebbe ottenuto 35 + 2 − 4 = 33: due punti in meno rispetto a lasciarli in bianco.

Da qui la regola pratica da usare sotto pressione:

  • Con penalità: rispondi quando riesci a escludere con sicurezza almeno due opzioni su quattro. Con una sola esclusione la convenienza è marginale e dipende dall’entità della penalità; con zero esclusioni, lascia in bianco.
  • Senza penalità: rispondi sempre, perché il peggio che può capitare è zero, come per l’omissione.
  • Nei quesiti situazionali: rispondi sempre, perché la risposta meno efficace vale zero e non toglie punti.

L’ordine più efficiente è quindi: prima tutti i quesiti che sai risolvere con certezza, poi quelli dubbi in cui hai escluso due opzioni, infine la decisione sugli ignoti, che con la penalità attiva si traduce nell’ometterli.

⚠️ Tranello tipico: tirare a indovinare sui quesiti totalmente ignoti quando la penalità è attiva, perché le decurtazioni erodono il punteggio già guadagnato con le risposte sicure. Ma non trasferire questa prudenza ai situazionali, dove chi non risponde regala punti.

5. Leggi bene la consegna e smaschera i distrattori

L’errore più insidioso è la lettura frettolosa della consegna: si coglie il senso generale e si saltano le parole che ribaltano la richiesta, finendo per indicare ciò che è vero quando la domanda chiede quale affermazione non è vera. L’antidoto è semplice: prima di guardare le alternative, individua i termini che invertono o restringono il senso della domanda, come non, tranne, eccetto, solo, sempre, mai, almeno.

Occhio anche alla doppia negazione: due negazioni si annullano e restituiscono un’affermazione (“non è vero che nessuno è arrivato” significa che qualcuno è arrivato), mentre la lettura veloce conserva il sapore negativo della frase e porta all’errore. Nei quesiti numerici, invece, l’errore tipico è avviare il calcolo completo quando la risposta si ricava per stima (ordine di grandezza, ultima cifra, segno) o per esclusione: se tre opzioni su quattro sono fuori scala, il calcolo esatto è tempo buttato.

Infine, impara a riconoscere come sono costruite le opzioni sbagliate:

Tipo di distrattore Come funziona Antidoto
Esatto ma non pertinenteAfferma una cosa vera in sé, ma estranea a ciò che la domanda chiedeRileggi la domanda, non solo il testo
Per inversioneUsa i termini giusti, ma con ordine o verso ribaltato (causa/effetto, prima/dopo)Verifica la direzione della relazione
Ricalco letteraleRiproduce le parole del brano o della consegna senza rispettarne il significato logicoDiffida della coincidenza di parole
PlausibileRegge a una lettura superficiale ed è il vero concorrente della risposta esattaConfronto a due, dopo aver escluso le opzioni palesemente errate

⚠️ Tranello tipico: il distrattore plausibile non va confuso con l’opzione manifestamente sbagliata: quest’ultima si scarta in un secondo, il primo richiede un confronto puntuale con la richiesta. E la corrispondenza letterale con il testo non è mai una prova di correttezza.

6. Tieni sotto controllo l’ansia

Un livello di ansia elevato riduce concentrazione e capacità di elaborazione: si sbagliano anche quesiti semplici e si rilegge più volte lo stesso testo senza afferrarlo. L’obiettivo non è azzerare la tensione, perché una quota di attivazione aiuta, ma tenerla a un livello gestibile.

  • Prima della prova: fai simulazioni a tempo in condizioni realistiche (stesso numero di quesiti, cronometro, nessuna interruzione); allenati sulle tipologie ricorrenti, perché riconoscere al volo la struttura di un quesito elimina la sorpresa e libera attenzione per il ragionamento; dormi a sufficienza nelle notti precedenti, evitando la nottata di studio; sostituisci i pensieri catastrofici (“non ce la farò mai”) con pensieri realistici, fondati sulla preparazione svolta.
  • Durante la prova: usa la respirazione diaframmatica (inspirazione lenta e profonda, espirazione prolungata) prima di iniziare o nei momenti di blocco; affronta un quesito alla volta, senza contare quelli che mancano o quelli già sbagliati; nelle prove lunghe concediti micro-pause di pochi secondi (occhi chiusi, spalle rilassate, un respiro profondo); se un quesito assorbe troppo, passa oltre e riprendilo dopo.

📌 Da ricordare: davanti alla tensione la strada giusta è quella attiva e graduale: respirare lentamente, passare al quesito successivo, richiamare la preparazione svolta. Da evitare gli estremi, come ignorare del tutto la tensione o rispondere a caso per finire prima.

7. Non sottovalutare il ripasso

Usa le modalità di lettura e modalità di ascolto del Simulatore per un ripasso veloce nei giorni precedenti la prova. Ripassare è altrettanto importante quanto imparare.

Allena la strategia come alleni i quesiti: dopo ogni simulazione annota le tipologie sbagliate e il tempo speso. È lì che si recuperano i punti.

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Conoscere le regole del gioco fa il resto: sapere come vengono attribuiti i punti ti dice quando rispondere e quando lasciare in bianco, mentre padroneggiare i metodi di ciascuna macro-area, dalle serie ai condizionali, dalle analogie ai sillogismi, ti permette di risolvere più quesiti nello stesso tempo.

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