Esame Architetto e Ingegnere 2026 – Come affrontarlo e attesa dell’Ordinanza

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Esame Architetto e Ingegnere 2026 - Come affrontarlo e attesa dell'Ordinanza

Tutto quello che devi sapere sulle prove, le sezioni A e B, le date attese e come prepararti in attesa dell’Ordinanza Ministeriale 2026.

L’Esame Architetto e Ingegnere è il passaggio obbligato per chi vuole esercitare la professione in modo autonomo e iscritto all’Albo. Si tratta di uno dei momenti più impegnativi del percorso post-laurea: quattro prove che mettono alla prova non solo le competenze tecniche, ma anche la capacità di ragionare in modo progettuale, normativo e deontologico. Ogni anno migliaia di neolaureati si misurano con questo iter, e il 2026 non farà eccezione.

A maggio 2026 il quadro è ancora parzialmente definito: il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) non ha ancora pubblicato l’Ordinanza Ministeriale ufficiale con le date precise delle sessioni. Tuttavia, la struttura dell’esame è del tutto consolidata grazie al DPR 328/2001, e le finestre temporali attese si possono stimare con buona affidabilità guardando all’Ordinanza n. 428 del 19 giugno 2025, che rappresenta il riferimento più recente a nostra disposizione.

In questo articolo trovi una guida pratica e aggiornata: le modalità d’esame divise per profilo professionale (Sezione A e Sezione B), il calendario presumibile per il 2026, le differenze applicative tra le varie sedi universitarie e i materiali di preparazione più utili. Continua a leggere per arrivare all’appuntamento con le idee chiare.

Esame Architetto e Ingegnere 2026: date, prove e come prepararsi

📋 Lo stato dell’Ordinanza Ministeriale 2026

Come accade ogni anno, l’Ordinanza Ministeriale che fissa ufficialmente le date dell’Esame di Stato per Architetti e Ingegneri viene pubblicata dal MUR tipicamente tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. A oggi, maggio 2026, il decreto non è ancora disponibile sul portale ufficiale del Ministero.

⚠️ Attenzione: Le date indicate in questo articolo sono stime basate sull’Ordinanza Ministeriale n. 428 del 19 giugno 2025 e sul calendario storico delle sessioni. Non hanno valore ufficiale fino alla pubblicazione del nuovo decreto sul sito del MUR (mur.gov.it).

Una volta pubblicata, l’Ordinanza stabilirà le scadenze per la presentazione delle domande, i contributi da versare e il calendario dettagliato delle sessioni. In genere i documenti richiesti per l’iscrizione includono:

  • Domanda di ammissione, solitamente presentata online tramite il portale dell’ateneo sede d’esame.
  • Ricevuta del versamento della tassa erariale (tramite Agenzia delle Entrate, modello F24).
  • Ricevuta del contributo di iscrizione stabilito dall’ateneo presso cui si sostiene l’esame.
  • Documento di identità in corso di validità.
  • Autocertificazione del titolo di studio (Laurea Magistrale o Quinquennale a ciclo unico).
💡 Cosa fare adesso: Monitora il sito del MUR e quello della tua università di riferimento. Non appena l’Ordinanza viene pubblicata, le scadenze per le domande di ammissione alla prima sessione si aprono rapidamente — in genere entro pochi giorni dal decreto.

🏗️ La struttura dell’esame secondo il DPR 328/2001

Il riferimento normativo che disciplina le modalità dell’Esame di Stato è il DPR 328/2001, ancora pienamente in vigore. Con la fine delle modalità semplificate adottate durante la pandemia (unica prova orale a distanza), dal 2022 in poi si è tornati alla formula tradizionale in presenza con quattro prove obbligatorie.

Questo ritorno alla normalità ha reso l’esame più impegnativo nella struttura ma anche più trasparente nelle aspettative: sapere con precisione cosa aspettarsi in ognuna delle quattro prove è il primo passo per affrontarle con metodo.

Le quattro prove per gli Architetti

Chi sostiene l’esame nella sezione di competenza architettonica si confronta con un iter articolato in quattro momenti distinti:

  • Prova pratica di progettazione: elaborazione di un progetto di un’opera civile o a scala urbana, da svolgere in sede con tavole grafiche. È la prova più lunga e impegnativa.
  • Prima prova scritta: giustificazione del dimensionamento strutturale o dell’inserimento dell’opera nel contesto di insediamento.
  • Seconda prova scritta: trattazione di tematiche culturali e conoscitive dell’architettura, con riferimento alla storia, alla teoria e al progetto.
  • Prova orale: discussione del progetto elaborato nella prova pratica e delle prove scritte, con domande su legislazione professionale e deontologia.

Le quattro prove per gli Ingegneri

L’esame per gli ingegneri segue una logica simile ma calibrata sulle competenze tecnico-applicative del settore:

  • Prima prova scritta: progettazione o elaborazione di progetti e relazioni tecniche relative al settore di competenza (civile, industriale, dell’informazione).
  • Seconda prova scritta: tematiche specifiche del settore, con approfondimento delle conoscenze disciplinari.
  • Prova pratica: uso di strumenti professionali tipici del settore, come software CAD o programmi di calcolo strutturale.
  • Prova orale: legislazione professionale, deontologia e discussione delle prove precedenti.

🔍 Sezione A e Sezione B: quali sono le differenze?

Il DPR 328/2001 ha introdotto una distinzione fondamentale all’interno di entrambe le professioni, suddividendo l’Albo in due sezioni con livelli di autonomia e competenze differenti.

Caratteristica Sezione A Sezione B
Titolo richiesto Laurea Magistrale o Quinquennale (ex vecchio ordinamento) Laurea Triennale (L-7, L-17, L-23 o equivalenti)
Competenze Progettazione senza limiti di complessità Attività circoscritta a specifici ambiti e scale di intervento
Denominazione Architetti Architetto, Pianificatore, Paesaggista, Conservatore Architetto Junior, Pianificatore Junior
Denominazione Ingegneri Ingegnere (settori civile-ambientale, industriale, informazione) Ingegnere Junior (stessi settori, competenze ridotte)
Complessità dell’esame Maggiore: progettazione complessa, prove scritte più articolate Più accessibile: ambiti applicativi ridotti

La scelta della sezione non è libera: è determinata dal titolo di studio conseguito. Chi ha una laurea triennale può accedere solo alla Sezione B; chi ha una magistrale o una laurea quinquennale può sostenere direttamente l’esame per la Sezione A. È comunque possibile, in seguito, sostenere l’esame per la Sezione A dopo aver conseguito il titolo magistrale, anche se già iscritti all’Albo come Junior.

📅 Il calendario atteso per il 2026

In assenza dell’Ordinanza ufficiale, il riferimento più attendibile è l’Ordinanza Ministeriale n. 428 del 19 giugno 2025. Storicamente il calendario delle sessioni si ripete con scostamenti minimi di anno in anno. Sulla base di questi precedenti, le finestre temporali attese per il 2026 sono le seguenti:

Sessione Scadenza Iscrizioni (stima) Inizio Prove (stima) Note
Prima sessione — Sezione A Fine giugno 2026 Ultima settimana di luglio 2026 In attesa di conferma con OM 2026
Prima sessione — Sezione B Fine giugno 2026 Inizio agosto 2026 In attesa di conferma con OM 2026
Seconda sessione Fine ottobre 2026 Metà novembre 2026 Sia Sezione A che Sezione B
📌 Consiglio pratico: Non aspettare la pubblicazione dell’Ordinanza per iniziare a prepararti. Il tempo tra la pubblicazione del decreto e la scadenza delle iscrizioni è spesso molto breve (2-3 settimane). Chi arriva all’appuntamento già organizzato parte con un vantaggio concreto.

È importante ricordare che la partecipazione all’esame richiede di scegliere la sede universitaria presso cui iscriversi. Ogni ateneo ha un proprio portale e specifiche modalità di registrazione. Il pagamento della tassa erariale va effettuato tramite modello F24 sul portale dell’Agenzia delle Entrate, e la ricevuta è obbligatoria per completare l’iscrizione.

🏛️ Le differenze tra le sedi universitarie

Uno degli aspetti meno noti — ma praticamente molto rilevante — riguarda le differenze nell’applicazione dell’esame tra i vari atenei. La struttura delle prove è uguale su tutto il territorio nazionale perché definita dal DPR 328/2001, ma ci sono variabili che cambiano da sede a sede e che possono influire sulla tua esperienza d’esame.

Cosa può variare da ateneo ad ateneo

  • Il tema della prova pratica di progettazione: ogni commissione d’esame formula autonomamente il tema proposto ai candidati. Non esiste un tema unico nazionale. Di conseguenza, la complessità, il tipo di intervento richiesto (residenziale, pubblico, recupero, ecc.) e la scala del progetto possono variare significativamente.
  • La composizione della commissione: i commissari sono nominati localmente. Questo significa che l’orientamento culturale e le aspettative valutative possono avere sfumature diverse.
  • Le date precise delle singole prove: all’interno del calendario fornito dall’Ordinanza, ogni sede organizza autonomamente il calendario delle giornate d’esame. Alcune sedi concentrano le prove in settimane specifiche, altre le distribuiscono.
  • I contributi di iscrizione: la tassa erariale ha un importo fisso stabilito a livello nazionale, ma il contributo aggiuntivo richiesto dall’ateneo varia da università a università.
  • Le modalità di comunicazione degli esiti: alcune sedi pubblicano i risultati online, altre comunicano direttamente ai candidati. I tempi tra le prove scritte/pratiche e la convocazione all’orale possono variare di settimane.
⚠️ Scegli la sede con attenzione: puoi iscriverti all’esame presso qualsiasi università abilitata, non necessariamente quella in cui ti sei laureato. Valuta la logistica, i costi del contributo di iscrizione e, se puoi, informati sull’andamento degli esami nelle sessioni precedenti attraverso le community di settore.

Alcune università come La Sapienza di Roma, il Politecnico di Milano e l’Università Politecnica delle Marche sono tra le sedi con il maggior numero di candidati e offrono documentazione dettagliata sulle procedure online. Consulta il portale specifico dell’ateneo scelto per informazioni aggiornate sulle modalità di iscrizione.

📚 Come prepararsi all’Esame Architetto e Ingegnere nel 2026

Affrontare l’Esame di Stato richiede una preparazione strutturata che va ben oltre il ripasso delle materie universitarie. Le prove richiedono velocità esecutiva, capacità di sintesi grafica, padronanza della normativa e, soprattutto per la prova pratica, una metodologia progettuale consolidata. Ecco come organizzare al meglio i mesi che ti separano dall’esame.

Per gli Architetti: allena la prova pratica di progettazione

La prova pratica è quella che spaventa di più, ma è anche quella su cui ci si può allenare in modo molto concreto. Il tempo a disposizione è limitato e il progetto deve essere leggibile, coerente e completo nelle sue parti fondamentali. Esercitarsi su temi degli anni precedenti — disponibili online attraverso forum di settore e blog specializzati — permette di automatizzare i passaggi del processo progettuale. Laboratori progettuali e corsi online con simulazioni in scala sono tra le risorse più efficaci per questo tipo di preparazione.

Per gli Ingegneri: padroneggia i software e la normativa tecnica

La prova pratica per gli ingegneri presuppone un uso fluido degli strumenti professionali: CAD, software di calcolo strutturale, fogli di calcolo per le verifiche tecniche. Non basta conoscere le procedure teoricamente — devi essere in grado di applicarle con sicurezza e nei tempi previsti. Parallelamente, le prove scritte richiedono un aggiornamento costante sulle normative tecniche di settore (NTC 2018 per la sezione civile, per esempio) e sulla legislazione professionale.

Non trascurare la parte normativa e deontologica

La prova orale — spesso percepita come la meno critica — è in realtà quella che può riservare le sorprese più amare se affrontata senza preparazione specifica. La commissione può spaziare dalla legislazione urbanistica al Codice degli Appalti, dalle norme sul risparmio energetico alle regole deontologiche dell’Ordine professionale. Preparare questa parte con schemi riassuntivi e sessioni di simulazione orale è fortemente consigliato.

✅ Conclusioni

Il 2026 si presenta come un anno di conferme per l’Esame Architetto e Ingegnere: la struttura a quattro prove prevista dal DPR 328/2001 è ormai stabile, il ritorno in presenza è definitivo e le due sessioni annuali (estate e autunno) offrono due opportunità concrete per chi vuole ottenere l’abilitazione. L’unico elemento ancora mancante è l’Ordinanza Ministeriale ufficiale, che porterà con sé le date precise e le modalità di iscrizione aggiornate.

Il consiglio più utile che possiamo darti è di non aspettare il decreto per cominciare: usa questo periodo per affinare il metodo progettuale, aggiornarti sulla normativa tecnica e scegliere la sede d’esame più adatta alle tue esigenze. Quando l’Ordinanza verrà pubblicata sul sito del MUR, sarai già pronto per iscriverti senza perdere tempo. Torna su Concorsando.it per tutti gli aggiornamenti non appena saranno disponibili.

✅ Riepilogo — Punti Chiave

Ecco i punti fondamentali da tenere a mente per l’Esame Architetto e Ingegnere 2026:

💡 Usa questa lista come riferimento pratico e spunta ogni punto man mano che ti prepari!

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